Devan spinse dentro a forza la manica.
— Ehi! — esclamò Orcutt, tirandosi indietro.
— Non togliete la mano!
— Fa freddo qui dentro.
— Un momento solo.
Devan lasciò andare la manica, mosse la lampada, la mise sul banco e quindi inserì la propria mano nell’apertura. Con l’altra mano tenne ferma la manica di Orcutt, inoltrando la mano fino a che ebbe trovato il braccio di Orcutt. Era nudo e freddo. Orcutt aveva piegato il gomito e anche Devan. e le loro mani si afferrarono come nel combattimento indiano.
Devan soddisfatto liberò la sua mano e tastò il braccio di Orcutt. prima il polso, poi l’avambraccio, tirandone i peli. Orcutt indietreggiò un poco.
— Che cosa avete in mente, Devan?
— Sto facendo semplicemente delle prove — disse Devan. Sorrideva divertito, nonostante tutto.
Spostò la sua mano lungo il braccio fino al gomito, e dal gomito fino a… la carne era finita, tagliata e perfettamente liscia all’altra estremità. Fece scorrere le sue dita sul moncone del braccio. La superficie era come ghiaccio, senza alcun palpito di vita.