Il telefono suonò e Glenn Basher rispose. — Grazie, signorina Treat — disse, riattaccando il ricevitore dell’apparecchio che stava sulla imponente scrivania di Orcutt. — Grady è qui. Lo possiamo senz’altro spuntare dal foglio. Ne mancano quattro e saremo al completo.

— Non dobbiamo preoccuparci del Comitato, Ed — disse Devan. — Da parte nostra non sapranno nulla.

Howard Tooksberry. che era seduto un po’ lontano dagli altri mugolò: — Non è giusto — sistemandosi gli occhiali sul naso. — Il Consiglio dovrebbe sapere tutto.

— Ma non lo potete fare assolutamente — esclamò Sam eccitatissimo.

— Avete torto, Howard — e James Holcombe alzò gli occhi dal diagramma del tubo osservando l’uomo con attenti occhi azzurri. — Non vi rendete conto che cosa succederebbe se la cosa diventasse di dominio pubblico? Sam Otto ha ragione. I reporter ci assalirebbero. No, se lo diceste al Consiglio non avremmo altro che nuove preoccupazioni.

— Tutto chiaro, no? — disse Orcutt guardandoli tutti con una occhiata circolare. Solo Tooksberry non ricambiò il suo sguardo. — Dobbiamo confermare che si tratta di un esperimento che aprirà, forse, nuove strade alla medicina interna, e del cui progetto il Comitato esecutivo ha incaricato il dottor Costigan.

— È un po’ confuso — intervenne Devan — a meno che non sappiate l’esatto significato delle parole.

— D’altra parte non so che cos’altro potreste dir loro — disse Sam. — Il dottore e io ci trovammo nell’identica situazione quando lo dicemmo a Orcutt. Non potevamo dire né troppo, né troppo poco.

— “Ultra vires” — interruppe Tooksberry e tutti lo . guardarono.

— Che cosa volete dire con queste parole, Howard? — chiese Orcutt.