— Come siete arrivato a inventare questo tubo? Avete una laurea in fisica?
— Volete dire che non conoscete il dottore? — chiese stupitissimo Sam. — Il dottor Costigan è molto noto…
— Lasciate parlare il dottore, Sam.
Costigan, sorrise. — Sam è l’uomo più leale che io abbia mai conosciuto, signor Traylor, ma qualche volta si scalda troppo. Senza offesa per Sam. Per quanto riguarda il tubo, al momento opportuno ve ne racconterò la storia; sarà certamente interessante. Circa la mia laurea in fisica, la ottenni al Politecnico di Claybourne nel 1922. Insegnai a Dewhurst sino a due anni fa, cioè sino a quando i miei figli, ormai cresciuti, si furono sposati. Dopo non mi parve più necessario continuare a insegnare, così mia moglie e io partimmo da Dewhurst e ci trasferimmo qui a Chicago, dove risiedeva una sorella paralitica di mia moglie e ci sistemammo da lei. Da poco ho acquistato una casa più confortevole nel North Side, e mi è rimasto un piccolissimo reddito. D’altra parte era mia intenzione continuare le ricerche su questo strumento. Non mi restava altro che chiedere un’assistenza finanziaria. A questo punto entrò in scena Sam.
Sam annuì. — C’è qualche altra cosa che non sapete, Devan. Ho buttato tutto ciò che avevo in questa faccenda. Ho affittato lo stabile per un anno, ho costruito l’ufficio al secondo piano, comprato la cassaforte e assunto il vecchio Casey.
Il telefono cominciò a suonare e prima che avesse emesso uno squillo completo, Basher aveva già sollevato, rimettendo giù subito.
— Tutti in sala di riunione — disse.
— Le due meno un quarto — soggiunse Orcutt, guardando l’orologio. — Ci scommetto che tra mezz’ora sarà tutto fatto. — Guardò Tooksberry: — A meno che qualcuno non metta i bastoni fra le ruote.
— Non cambierò il mio voto — rispose Tooksberry. — La faccenda continua a non piacermi ma, se è questo che vi turba, state tutti tranquilli: non svelerò i vostri preziosi segreti.