— La riunione si è tenuta lunedì. Da quanto ho saputo, l’intera faccenda è segreta. Non so che altro sia successo, ma so che hanno approvato la spesa. Si interruppe un momento per bere un sorso di cognac. A Devan sembrò che le facesse molto piacere potergli dire quelle cose. Il cognac aveva su di lei un effetto energico: la rianimava e le ridava sicurezza. Devan la osservò con calma, lasciò che i lineamenti del suo volto si distendessero ulteriormente, cosciente che sarebbe stato inutile e inopportuno sollecitarla oltre misura.
— Ah. dimenticavo di dire che c’era anche Sam Otto.
— Così, eh? — Devan si batté la fronte. — Sam Otto! Quel dannato imbroglione! Non ditemi che hanno accettato uno dei suoi progetti!
— Non lo posso dire con certezza, ma so che spenderanno un milione di dollari e che Sam Otto era con loro.
— La situazione è più grave di quanto pensassi, Beatrice. Lasciar fare a un truffatore cóme Sam! — Accese una sigaretta mentre i suoi muscoli erano tutti tesi in una specie di dolorosa ribellione al solo pensiero di Sam Otto. Aveva messo il suo visto su una dozzina di progetti di Sam Otto, il piccolo Sam Otto dalla rotonda faccia innocente e dal sigaro sempre spento tra le labbra. Sam aveva di solito una provvigione del cinque per cento sull’affare concluso. Ciò significava che in quell’occasione avrebbe guadagnato cinquantamila dollari!
— Già, signor Traylor. Sam Otto era là prima del tempo.
— Non perde nessuna occasione, lui.
— Con Sam Otto c’era un certo dottor Costigan, lo scienziato cui andrà il denaro.
— Non parlate con tanta sicurezza, signorina Treat! Nessuno avrà il denaro. Abbiamo i nostri uomini e il nostro laboratorio. Orcutt deve essere impazzito! Mi domando persino se questo dottor Costigan esiste!
— Vi ho appena detto che era là.