— Starò qui vicino.
— Ma io desidero che stiate accanto a me; morirò di paura se non potrò toccarvi per sentirmi sicura.
Così si stesero vicini, scaldandosi sotto uno spesso strato di erba grassa. Devan invidiò il sonno di Betty, per quanto gli facesse piacere sentire che lei aveva fiducia in lui.
Devan non riuscì a prendere sonno. Pensava che gli uomini lasciati, prima o poi li avrebbero trovati e allora…
Per tenersi sveglio, si costrinse a pensare. Dove si trovavano? E se tutta la gente passata attraverso l’Ago si trovava lì, ci dovevano essere anche Basher e i quattro poliziotti. Ma dov’erano? E l’Ago era una macchina che portava nel tempo? In quello passato o in quello futuro? E se era una macchina del tempo, che periodo del tempo era questo? Migliaia di domande gli si affacciavano alla mente, mentre stava disteso accanto a Betty, ma a nessuna riusciva a dare una risposta. Forse, si disse, si era a migliaia di anni prima di Chicago e dell’Uomo Bianco, ma che dire dell’Età Glaciale? I laghi erano formati dai ghiacciai. Non poteva essere questo il Lago Michigan in tutta la sua primitiva enormità, ridottosi poi, col passare degli anni, alle dimensioni che aveva nell’età da cui veniva?
A poco a poco questi pensieri gli conciliarono il sonno, mentre il giorno avanzava e il sole si rifletteva nelle onde che maestosamente si infrangevano a riva.
11
Si svegliarono che il sole era già alto, riacquistando, con una sensazione dolorosa alle ossa, l’intera coscienza della realtà da affrontare. Si destarono vicini e si guardarono a lungo con gli occhi spalancati, mentre la luce filtrava negli strati d’erba. Non si stava male.
Devan fu colpito dall’azzurro così profondo degli occhi di Betty, molto più intenso di quelli di Beverly. Inoltre negli occhi di Betty c’era sempre come una scintilla di segreta ironia. Mai aveva visto il suo volto così da vicino e rimase colpito dalla sua pelle liscia e dalle sue labbra così morbide anche al solo vederle. Mentre la guardava, Betty gli sorrise.
— Siete reale, non è vero? — lei gli sussurrò.