[83] In a letter to Mr. Murray, of an earlier date, which has been omitted to avoid repetitions, he says on the same subject, "You were all mistaken about Shelley, who was, without exception, the best and least selfish man I ever knew." There is also another passage in the same letter which, for its perfect truth, I must quote:—"I have received your scrap, with Henry Drury's letter enclosed. It is just like him—always kind and ready to oblige his old friends."
[84] A book which had just appeared, entitled "Memoirs of the Right Hon. Lord Byron."
[85] The remarkable pamphlet from which extracts have been already given in this work.
[86] It had been asserted in a late Number of Blackwood, that both Lord Byron and myself were employed in writing satires against that Magazine.
[87] The particulars of this event had, it is evident, not yet readied him.
[88] This portrait, though destined for America, was, it appears, never sent thither. A few copies of it have since been painted by Mr. West, but the original picture was purchased by Mr. Joy, of Hartham Park, Wilts; who is also the possessor of the original portrait of Madame Guiccioli, by the same artist.
[89] My poor Zimmerman, who now will understand thee?"—such was the touching speech addressed to Zimmerman by his wife, on her death-bed; and there is implied in these few words all that a man of morbid sensibility must be dependant for upon the tender and self-forgetting tolerance of the woman with whom he is united.
[90] "In Pisa abbiamo continuato anche più rigorosaraente a vivere lontano dalla società. Essendosi però in Pisa molti Inglesi egli non potè escusarsi dal fare la conoscenza di varii amici di Shelley, fra i quali uno fu Mr. Medwin. Essi lo seguitavano al passeggio, pranzavono con lui e certamente si tenevano felici della apparente intimità che loro accordava un uomo così superiore. Ma nessuno di loro fu ammesso mai a porta della sua amicizia, che egli non era facile a accordare. Per Shelley egli aveva dell' affezione, e molta stima pel suo carattere e pel suo talento, ma non era suo amico nel estensione del senso che si deva dare alla parola amicizia. Talvolta parlando egli de' suoi amici, e dell' amicizia, come pure dell' amore, e di ogni altro nobile sentimento dell' anima, potevano i suoi discorsi far nascere dei dubbii sui veri suoi sentimenti, e sulla bontà del suo core. Una impressione momentanea regolava i suoi discorsi; e di più egli amava anche a rappresentare un personaggio bizzarro, e qualche volta anche peggio,—specialmente con quelli che egli pensava volessero studiare e fare delle scoperte sul suo carattere. Ma nell' inganno non poteva cadere che una piccola mente, e un osservatore superficiale. Bisognava esaminare le sue azioni per sentire tutta le contraddizione che era fra di esse e i suoi discorsi; bisognava vederlo in certi momenti in cui per una emozione improvisa e più forte della sua volontà la sua anima si abbandonava interamente a se stessa;—bisognava vederlo allora per scoprire i tesori di sensibilità e di bontà che erano ìn quella nobile anima.
"Fra le tante volte che io l'ho veduto in simili circostanze ne ricorderò una che risguarda i suoi sentimenti di amicizia. Pochi giorni prima di lasciare Pisa eravamo verso sera insieme seduti nel giardino del Palazzo Lanfranchi. Una dolce malinconia era sparsa sul suo viso. Egli riandava col pensiero gli avvenimenti della sua vita e faceva il confronto colle attuale sue situazione e quella che avrebbe potuta essere se la sua affezione per me non lo avesse fatto restare in Italia; e diceva cose che avrebbero resa per me la terra un paradiso, se già sino d'allora il pressentimento di perdere tanta felicità non mi avesse tormentata. In questo mentre un domestico annunciò Mr. Hobhouse. La leggiera tinta di malinconia sparsa sul viso di Byron fece, luogo subitamente alia più viva gioia; ma essa fu così forte che gli tolse quasi le forze. Un pallore commovente ricoperse il suo volto, e nell' abbracciare il suo amico i suoi occhi erano pieni di lacrime di contento. E l'emozione fu così forte che egli fu obbligato di sedersi, sentendosi mancare le forze.
"La venuta pure di Lord Clare fu per lui un epoca di grande felicità. Egli amava sommamente Lord Clare—egli era così felice in quel breve tempo che passò presso di lui a Livorno, e il giorno in cui si separarono fu un giorno di grande tristezza per Lord Byron. 'Io ho il pressentimento che non lo vedrò piu,' diceva egli; e i suoi occhi si riempirano di lacrime; e in questo stato l'ho veduto per varii settimanie dopo la partenza di Lord Clare, ogni qual volta il discorso cadeva sopra di codesto il suo amico."