Informata la Santità di Nostro Signore del nuovo piano ideato de Governo Brittannico in supposto vantaggio della ecclesiastica Gerarchia dei cattolici d'Irlanda, non ha punto esitato a manifestare la più viva reconoscenza verso la spontanea e generosa liberalità del prelodato Governo, cui professerà sempre la massima gratitudine, per l'assistenze, e favori, che accorda ai mentovati cattolici de' suoi dominj. Tenendo poi la Santità Sua per indubitato, che la sperimentata fedeltà di quel Clero Cattolico Romano al legittimo suo Sovrano derivi interamente dalle massime di nostra S. Religione, le quali non possono mai esser soggette a verun cambiamento, desidera il suddetto Governo resti assicurato, che i Metropolitani, i Vescovi e il Clero tutto della Irlanda conoscerà sempre un tal suo stretto dovere, e lo adempirà esattamente in qualunque incontro. Brama però ad un tempo vivissimamente il S. Padre, che l'anzidetto Clero seguitando il plausibile sistema da lui osservato finora si astenga scrupolosamente dall' avere in mira qualunque suo proprio temporale vantaggio, e che dimostrando sempre con parole, e con fatti la sincera invariabilità del suo attacamento, riconoscenza, e sommissione al Governo Brittanico, gli faccia vieppiù conoscere la realtà di sua gratitudine alle offerte nuove beneficenze, dispensandosi dal profittarne, e dando con ciò una luminosa prova di quel costantè disinteresse stimato tanto conforme all' Apostolico zelo dei ministri del Santuario, e tanto giovevole, e decoroso alla stessa cattolico Religione, come quello che concilia in singular modo la stima, e il respetto verso dei sagri ministeri, e che li rende più venerabili, e più cari ai fedeli commessi alla loro spirituale direzione.
Tali sono i precisi sentimenti che la Santità di Nostro Signore ha ordinate al Segretario di Propaganda di communicare alla Paternità Vostra affinchè per di Lei mezzo giungano senza ritardo a notizie degli ottimi Metropolitani, e Vescovi del regno d'Irlanda, nel quale spera fermamente Sua Santità, che come ad onta dei più gravi pericoli si è già mantenuta in passato, cosi manterassi pur anco in avvenire affatto illesa da ogni benchè menoma macchia la nostra cattolica Religione.
Lo scrivente pertanto nell' eseguire i Pontificj comandi si rassegna nel suo particolare colla più distinta stima ec.
II. From the same to the same. Dalla Propaganda, 25 Settembre, 1805.
Reverendissimo P. Maestro Concanen,
La lettera del degnissimo Monsig. Milner, Vicario Apostolico del distretto medio d'Inghilterra, diretta a V. P., la cui traduzione ella, per ordine del Prefetto stesso, ha communicata all Arcivescovo di [pg 055] Mira, Segretario di Propaganda, ha fatto entrare la Sacra Congregazione nello stesso timore, che manifesta l' ottimo Prelato, che il momento della fortuna dei cattolici nel Parlamento sia il più pericoloso alla purità, e stabilità della nostra santa Religione, che sia mai avvenuto dopo la pretesa riforma di quel regno, e non si farebbe ingiuria al Governo acattolico, se si sospettassero appunto queste mire: E perciò dovranno i Vicarj Apostolici, ed i Vescovi di quel dominio abbandonare ogni mira di proprio vantaggio, ed interesse temporale, da cui, indebolito il loro cuore potrebbe facilmente, senza avvedersene, essere sorpreso a condiscendere in qualche cosa, che recherà, col tempo, del pregiudizio alla Religione.
Questo spirito di disinteresse si scorge già luminosamente in Monsig. Milner dal tenore della sua lettera: e perciò chiede egli saviamento della S. C. delle istruzioni, colle quali regolarsi nella trattativa, in cui si trova impegnato. Ma la S. C. trova delle difficoltà gravi, più o meno, in tutti i progetti, ch' egli narra, fatti da quei politici.
Ed in primo luogo, riguardo al progetto di assegnarsi stabili pensioni sul pubblico erario ai Vescovi, ed al Clero di quel dominio, la Santità di N. S. espresse già i suoi sentimenti, per mezzo di un biglietto dell' Arcivescovo, che scrive, diretto a V. P, in data dei 7 Agosto 1801, il quale essendo stato da lei comunicato ai metropolitani, e vescovi d'Irlanda, essi risposero, che rinunziavano volentieri a qualunque vantaggio temporale, per conservare illibata la cattolica Religione. Sarà dunque opportuno di spedire a Mons. Milner la copia di quel Biglietto, che si dà qui annessa.
E per verità, accettandosi dal clero le pensioni, cesseranno immantinente molti fondi di sussistenza, che ora ritrae dalla pietà de fedeli; resteranno le pensioni per quasi unico mezzo di sostentamento. Ora chi non vede a quali gravissime tentazioni non si esporrebbero gli ecclesiastici, di condiscendere, in qualche cosa pregiudiziale alla s. Religione, alla volontà di un Governo di religione diversa, che può in un punto ridurlo allu mendicità col ritenere le pensioni? Per questa, ed altre ragioni, essendosi adottata la massima di dare le pensioni al clero dell' Assemblea Nazionale di Francia nella Costituzione civile del clero, la Sa. Me. di Pio VI. la riprovò nel suo breve dei 20 marzo 1791. pag. 61, e seg. Ed avendo la stessa corte di Londra, quando entrò in possesso della Corsica, fatto il medesimo progetto, vi si oppose la S. Sede, e quella Real corte desistè dall' impegno.