XX
Véase página[ 203].
Quand’ el ministro de’ sospir mie tanti
Al mondo, agli occhi mei, a se si tolse,
Natura, che fra noi degnar lo volse,
Restò in vergogna, e chi lo vide in pianti.
Ma non come degli altri oggi si vanti
Del sol del sol, c’allor ci spense e tolse,
Morte, c’amor ne vinse, e farlo il tolse
In terra vivo e 'n ciel fra gli altri santi.
Così credette morte iniqua e rea
Finir il suon delle virtute sparte,
E l’alma, che men bella esser potea.
Contrari effetti, alluminan le carte
Di vita più che in vita non solea,
E morto a’l ciel, c’allor non avea parte.
(Poesías, C)
XXI
Véase página 204, en [nota].
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Amor, perché perdoni,
Tua somma cortesia
Sie di beltà qui tolta
A chi gusta e desia
E data a gente stolta?
Deh! falla un 'altra volta
Pietosa dentro e sì brutta di fori,
C’a me dispiaccia, e di me s’innamori.
(Poesías, CIX, 63)
XXII
Véase página 216-217, [nota 5].