E tanto meno disposti saranno forse i Medici ed i Governi di Europa a deferire ciecamente alle di lui proposizioni, quanto che in esse s'incontrano non di rado delle contraddizioni; per esempio: —
Il Dott. Bulard ha ripetutamente e vivamente rappresentato tanto nelle sue Memorie lette alle Società Mediche della Germania, quanto nella sua Opera ultimamente pubblicata a Parigi, la necessità che il Congresso, prima di tutto e prima d'intraprendere alcuna riforma degli attuali sistemi sanitarii, debba occuparsi a provare col mezzo di esperimenti la contagiosità della peste come ho accennato di sopra, giacchè, dice egli, una disposizione legislativa non può essere basata che sopra la perfetta conoscenza del fatto al quale essa si applica.
È però osservabile, siccome alcuni mesi prima, cioè in Marzo 1838, aveva detto e pubblicato a Costantinopoli quanto segue:
«La contagion de la peste est aujourd'hui un fait qui, dans l'esprit du legislateur, n'a plus besoin du demonstration; l'observation médicale, d'une part, et l'immunité des mesures sanitaires de l'autre, sont trop affirmatives de cette vérité pour qu'il puisse subsister le moindre doute à cet egard. En effet, avant l'erection des Lazarets, l'Europe, toute entière fut plusieurs fois envahie par les pestes les plus meurtrières; l'Angleterre, la France, l'Italie, l'Allemagne, la Russie, furent successivement le théâtre des plus affreux ravages. Mais depuis que de mesures répulsives ont étè appliquées aux frontiéres de ces differens états, ils en ont été constamment préservés, et si quelquefois des rares accidens y ont eclaté après l'arrivée des navires infectes, ils ont été aussitôt combattus, anéantis, et n'ont ainsi servi qu'à mieux prouver encore que la peste est réellement importée et que les mesures sanitaires en empêchent toujours l'extension.»
A. B.
(Vedi Supplément au N.º 310 du Journal de Smyrne N.º 7, 31 Mars 1838)
Così pure nello stesso discorso tenuto sulla peste del Levante addì 16 Novembre 1838 all'I. R. Società Medica di Vienna, in quello stesso col quale accennò siccome egli intendeva preparare le generazioni avvenire pel completo scioglimento del quesito sulla peste, dare a detto quesito la maggiore pubblicità, e richiamare la mente del legislatore e degl'intelligenti sulla importanza della loro cooperazione per l'eseguimento di misure che renderebbonsi atte a fare della storia della peste un libro morto (!!), nello stesso discorso, dicesi, in cui espose che il Congresso dovrà eruire la verità del contagio pestilenziale col mezzo degli esperimenti, e indicò le svariate forme e specie di essi, da farsi dal Congresso, per provare la contagiosità della peste, soggiunge poco dopo quanto segue: —
1.º «La contagiosità della peste è una cosa di fatto, dimostrata dall'osservazione Medica e dall'immunità che ne risulta dall'isolamento.»
2.º «I vantaggi di rigorose quarantene sono immensi per le popolazioni, amministrazione industria, commercio, agricoltura, politica, interessi pubblici e privati.»
E se i vantaggi di una rigorosa quarantena sono immensi, non si saprebbe poi come sole 24 ore di contumacia e di espurgo per qualunque merce, in qualunque caso e sotto qualunque rapporto, possano bastare per la più sicura guarentigia della salute pubblica.