«Con una riforma sanitaria radicale e razionale saranno effettivamente armonizzati gl'interessi delle contrade elettive della peste, e di quelle che ne sono garantite. Con questo mezzo l'Oriente e l'Occidente saranno definitivamente chiamati ad una comunione franca ed intera. Ma a fin che si realizzino prontamente e sicuramente i beneficii dipendenti da questa innovazione, conviene che l'Europa intera vi concorra in un Congresso Sanitario di dotti, di cui l'alta missione sia esaminare e riconoscere tutto ciò che vi ha di reale e di utile, o di esagerato in questo progetto.»
Che se per amore di verità, per interesse del pubblico bene ho creduto dover avvisare a quel poco di strano o d'irragionevole che mi parve poter notare nei pensamenti e proposizioni del Dott. Bulard relativamente al Congresso, dalla cui troppo franca esposizione ove si fosse egli prudentemente astenuto è probabile che avrebbe più facilmente raggiunto il suo scopo, debbo però per giustizia dichiarare, esser egli meritevole di grandissima lode pel coraggio, per l'ammirabile intrepidezza e perseveranza con cui intraprese lo studio della peste e si espose per tanti anni di seguito a privazioni, a disagi, all'immediato pericolo di un'infezione pestilenziale, e di perder per essa la vita, mosso dal più sublime sentimento di carità e dall'amor della scienza. Meritevoli certamente di memoria e di encomio sono le belle e dotte sue osservazioni sulla peste, nelle quali s'incontrano quelle grandi verità pratiche che invano si cercherebbero in un gran numero di opere voluminose sullo stesso argomento. Molti articoli del suo Giornale La Peste, e della sua Opera sopra il medesimo subietto, specialmente nella parte pratica, meriterebbero di esser attentamente studiati e conosciuti da tutti quelli che amano di acquistare chiare e precise conoscenze sopra la peste, e di non trovarsi nell'imbarazzo all'occasione di qualche insorgenza di contagio e nel pericolo di render palese la loro vergognosa nudità. Il Dott. Bulard ha poi il grandissimo merito di essere stato quello che ha dato il più valido impulso all'introduzione delle istituzioni sanitarie a Costantinopoli ed in varie provincie dell'Impero Ottomano.
Essendo questo un argomento di grande utilità pubblica, l'argomento del giorno, che ha meritato di destar l'attenzione dei Governi di Europa, e di cui hanno parlato e parlano molti Giornali delle varie nazioni, ho creduto non dover defraudare di tali notizie i benevoli leggitori di questa mia Opera. E sebbene il soggetto fosse tale da non doversi trattare in una Nota, e la Nota risultar dovesse necessariamente troppo lunga, pure, non potendosi combinare altrimenti, pensai che fosse meglio fare così che far niente. E giacchè sono sul parlar delle quistioni promosse dai Governi di Europa ai Medici dell'Oriente sopra questo medesimo grande argomento, spero non sarà discaro a' miei lettori di conoscere il tenore dello quistioni indirizzate dal Governo Inglese ai Medici dell'Oriente sulla natura contagiosa della peste. Alle quali quistioni il professore Clot-Bey, Ispettore della Sanità dell'Egitto, avendo risposto e comunicate le date risposte, al Dott. Raffaele Zarlenga, si trovano e gli uni e le altre diligentemente riportati nei due Fascicoli Agosto e Settembre-Ottobre e Novembre 1839 del Giornale Italiano Medico-Chirurgico Il Severino, nell'ultimo de' quali viene dato pure il ritratto del Sig. Dott. Clot-Bey, già elevato dal Vice-Re dell'Egitto nel 1835 al grado di Bey di primo ordine, ultimamente promosso dal Governo Francese ad ufficiale della legion d'onore, da Sua Santità a Cavaliere di S. Gregorio Magno, da S. M. il Re di Napoli a Commendatore del real ordine di Francesco I. e da S. M. l'Imperatore di tutte le Russie decorato eziandio dell'ordine di s. Alessandro Newsky per le sue benemerenze verso il Governo Egizio, dove si è dedicato alla direzione del grande Stabilimento d'istruzion pubblica pochi anni sono trasportato a Kassel-En, nella qual direzione come nella parte dell'istruzione venne ora rimpiazzato da altri. Dice il Dott. Zarlenga, che il ridetto Professore (Clot-Bey) si propone «di pubblicare quanto prima il risultato delle sue osservazioni sulla peste.»
Quistioni proposte dal Governo Inglese ai Medici dell'Oriente col mezzo de' suoi Agenti Consolari nel Levante Ottomano.
1.º La peste si comunica per contagio?
2.º La peste si comunica per contagio o per qualche altro mezzo, ed in questo caso per quale?
3.º Il contatto con una persona infetta è necessario per produrre la peste, o pure basta solo il semplice avvicinamento di una persona infetta?
4.º I corpi stati in contatto con una persona infetta possono comunicare la peste, e, potendolo, quali sono queste sostanze?
5.º Quanto tempo può l'infezione della peste restar nascosta in un individuo infetto prima di appalesarsi per segni evidenti?