6.º Per quanto tempo la materia contagiosa della peste nascosta nei corpi inerti può conservare il suo potere contagioso?
7.º Quali sono i mezzi per i quali i corpi contenenti la materia contagiosa della peste potrebbero essere purificati?
Queste sono le quistioni indirizzate dal Nobile Lord Ministro degli affari esteri di S. M. la Regina d'Inghilterra ai Medici dell'Oriente sulla natura contagiosa della peste, e che il Dott. Zarlenga ha pubblicate nei fascicoli 92, 93, 94, 95 del Giornale sopraccitato, indicando essergliele state offerte ed inviate dallo stesso professore Clot-Bey.
Intorno alle risposte date dal ridetto professore Clot-Bey alle sopraenunciate quistioni ho già detto nella Nota precedente (lettera d) quanto forse poteva occorrere che fosse conosciuto. Ivi ho anche esposto francamente il mio sentimento sopra quelle risposte. Credo superfluo intrattenere ulteriormente su di esse i miei lettori. Quelli che amassero di conoscerle per esteso potranno leggerle nello stesso Giornale Il Severino nei fascicoli sopraccitati, dove vi son riportate. Lo stesso Dott. Zarlenga redattor dell'articolo accenna il suo divisamento di pubblicare in peculiar memoria l'originale francese dell'autore contenente le soluzioni dei detti quesiti con le sue osservazioni.
Prima di chiudere quest'articolo mi permetterò di presentare al pubblico una mia idea, perchè presa in esame, vi dia quel peso che può meritare.
Giacchè sembra che il progetto del Dott. Bulard sul Congresso Sanitario Europeo sia stato aggiornato a tempo indeterminato; giacchè con saggio divisamento e per puro amore di scienza si tiene ogni anno, ora in una ora nell'altra delle principali città di Europa un Congresso di dotti a cui intervengono per ordinario uomini distintissimi per talenti per esperienza e per dottrina, sì nazionali che stranieri, e la sezione de' Medici si osserva per solito essere la più numerosa; giacchè i progressi della scienza, l'utile pubblico, e specialmente la salute del popolo costituiscono il principalissimo scopo di tali riunioni scientifiche, le quali dall'illuminata politica de' Sovrani di Europa vengono con ogni specie di modi e favori incoraggiate e protette; giacchè in esse, pei profondi studii di tanti uomini celebri, per la vicendevole comunicazione dei lumi e della particolare sperienza, le più difficili quistioni scientifiche vengono trattate e maestrevolmente svolte; dappoichè la società ha ragion di sperare sempre maggiore profitto dagli sforzi riuniti di tanti uomini sommi nell'arte, sì favoriti e protetti da possenti mezzi e dalle Sovrane provvidissime disposizioni sorretti; perchè non potrebbonsi in queste annue adunanze di savii e maestri di scienze salutari le sopraccennate grandi quistioni politico-sanitarie di generale interesse utilmente agitare? Qual'altra quistione scientifica potrebbesi mai presentare ad una dotta adunanza che avesse un più grande interesse per l'umanità e che fosse di un maggior utile pubblico, più generale e più riconosciuto? I riconoscimenti e le conclusioni di una società così colta e rispettabile, di soggetti distinti per talenti, per esperienza e per dottrina, non potrebbero mancare di esercitare una possente influenza sulle opinioni dei Magistrati e dei Governi delle varie nazioni d'Europa, e di cooperare per tal mezzo a quell'utile riforma dei Sanitarii sistemi, che si riconosce necessaria e che incessantemente viene reclamata dai più grandi interessi di tutte le nazioni. In tal guisa que' dotti sperar potrebbero di esser nel caso di retribuire in qualche modo alla generosa ospitalità ed al favore de' Principi che con tanta magnanimità e cortesia li accolgono, e lasciar onorevoli traccie dei loro nobili sforzi ed una grata memoria impressa nella riconoscenza de' popoli.
L'imparziale giudizio di un Consesso di dotti delle varie nazioni sopra alcune grandi verità pratiche di utile pubblico, apprezzando i fatti al suo giusto valore, e concedendo al merito il dovuto onore, ovviare forse potrebbe eziandio, almeno in parte, alle fatalissime conseguenze che dipendono da quelle picciole gelosie di mestiere, da quella sciaurata meschina rivalità mascherata con finissima arte sotto ogni specie d'ipocrisia, per cui tanti uomini abili e delle più felici disposizioni, anzichè venire incoraggiati e protetti, giacciono nell'avvilimento e nell'impotenza di alcuna cosa operare a vantaggio della società, vittima di odiosi secreti maneggi.
In vece che limitare a soli 15 giorni la durata delle sopraccennate dotte adunanze, ove nulla ostasse alla massima, si potrebbe protrarla a 20, dedicando esclusivamente gli ultimi cinque giorni al trattamento e discussione di que' subbietti che risguardano le malattie popolari a contagio specifico, e principalmente la peste orientale.
E dappoichè sento che nei due anni successivi 1840, 1841 la riunione di dotti avrà luogo, il primo anno in Torino, il secondo forse a Firenze, sarà soddisfacente il veder partire d'Italia questo generoso appello alla scienza per un'utile riforma de' sanitarii sistemi, reclamata dagl'interessi di tutte le nazioni, che corrisponda egualmente ai progressi delle scienze, alle voci dell'umanità, e alla natura delle attuali relazioni fra l'Oriente e l'Occidente; partire da quel paese medesimo che vanta la gloria delle prime istituzioni sanitarie, e di saggie e provvidissime leggi a difesa della pubblica salute, e che fu il primo benemerito della diffusione fra gli altri popoli di conoscenze utili sopra questa materia, per l'attivazione di misure repulsive e preservatrici contro il flagello più grande e più devastatore della specie umana.
Ed ove per una più chiara dimostrazione dei fatti, per ragionamenti convincentissimi venisse dato alle sopraccennate dotte adunanze di ridestare sopra questo grande argomento l'attenzione de' Principi e dei Governi che tengono in mano il freno regolatore della prosperità de' popoli, e riescir potesse determinarli definitivamente ad abbracciare d'accordo il grande progetto di sanitaria riforma e mandarlo ad effetto, l'illustre Consesso avrebbe colto felicemente il suo scopo, aggiunto nuovo splendore alla gloria d'Italia, e recato un grande beneficio agl'interessi di tutte le nazioni commerciali marittime che mantengono più o meno estese relazioni coi paesi d'Oriente. ([Torna] al testo)