A. del M. 3904, di Roma 603, avanti G. C. 151. Trovandosi i Cartaginesi occupati nella guerra contro di Massinissa re della Numidia, la peste invase quasi tutta l'Affrica, e la desolò. Immensi danni v'ha essa recati (Appian. Alexandr. de bello Punico).

A. del M. 3929, di Roma 628, avanti G. C. 126. L'Affrica pur quest'anno provò tutti i danni della peste la più crudele e la più devastatrice. Nessun'altra finora fu ad essa eguale. Desolò la parte settentrionale, ossia al giorno d'oggi le Coste di Barbaria, e vi fece perir, secondo Orosio, ottocento mille uomini nella Numidia; duecento mille nelle provincie della costa marittima Cartaginese e Uticense. In Utica poi e negli altri luoghi dell'Affrica trentamille soldati Romani ne restarono preda. In un sol giorno fuori di una sola porta si trasportò al sepolcro da 500 giovani. A pari tempo un morbo epizootico fece strage degli animali quadrupedi e volatili. Immensa quantità di locuste distruggeva sui campi le biade; e putride esalazioni dalla corruzion loro e da altro vieppiù l'aria ammorbava, e rendeva più orribile e più desolatore un tanto flagello (Oros. lib. V. c. 2. lib. VIII. Diodor. Sicul. S. August. de Civitate Dei lib. III. cap. 31. Sabellic. Decad. V. lib. 9.).

A. del M. 3945, di Roma 644, avanti G. C. 110. La storia fa menzione di una peste a quest'epoca, che serpeggiò in Roma e in altri luoghi di Europa e d'Asia, e che durò circa tre anni (Epitomat. lib. VII.).

A. del M. 3981, di Roma 680, avanti G. C. 74. S'introdusse la peste nell'esercito di Mitridate in Asia. Una gran parte della sua armata ne fu distrutta. Si assicura poi che perirono più di cento e ventimille persone de' suoi Stati (Appian. Alex. de bello Mithridatico. Lucan.).

A. del M. 4001, di Roma 704, avanti G. C. 50. Sotto il consolato di Cornelio Lentulo e Cajo Claudio Marcello, Marsiglia in Francia venne travagliata dalla peste, che fu preceduta e accompagnata dalla fame. Si tenne allora cagionata dalla corruzione de' grani, de' quali il popolo fu costretto far uso (Caes. de Bello civili lib. 2.).

A. del M. 4006, di Roma 705, avanti G. C. 49. La Tessaglia provincia di Macedonia andò crudelmente desolata dalla peste, preceduta da terribile epizoozia, che uccise immenso numero di animali. Secondo che s'è allora creduto, ne furon cagione le esalazioni dipendenti dal molto numero di animali putrefatti, e lasciati insepolti, sì che ne infettarono l'atmosfera. (Lucan. de Bello Pharsalico lib. VI. v. 80. ad 105.), di cui ne soggiungo la descrizione.

Descrizione

Lucan. lib. VI. v. 80. ad 105.

Major cura duces miscendis abstrahit armis.

Pompejum exhaustae praebenda ad pabula terrae,