A. dell'E. C. 1098. Nella Germania scaricò il morbo pestilenziale in quest'anno tutto il suo furore, facendovi orribili strazj. V'ebbe pur anche l'epizoozia. A vizio dell'aria, secondo le opinioni di que' tempi, si attribuì la grande mortalità dell'una e dell'altra spezie d'animali (Georg. Agricol. lib. de Peste).
Nell'anno stesso 1098 l'esercito de' Cristiani delle Crociate, trovatosi stretto d'assedio in Antiochia, venne quasi consunto dalla fame e dalla peste (Max. Tyr. de Bello sacro lib. III. C. II. Spond. etc.).
Secolo XII.
A. dell'E. C. 1103. In quest'anno nell'Inghilterra un morbo pestilenziale fra gli animali ha preceduto la peste fra gli uomini (Papon. Chron. d. P. T. II.).
A. dell'E. C. 1119. La peste devastò anco in quest'anno l'Italia. Essa fu preceduta e conseguitata da freddo eccessivo, da calori intollerabili, e da spaventevoli terremoti, che concorsero ad accrescere le desolazioni e gli orrori di quelle tristissime giornate (Vincent. Franzat. Gratiol.).
A. dell'E. C. 1125-26 e 27. Giorgio Agricola nel suo libro della peste narra, che nell'anno 1125 la Germania, travagliata da straordinario acutissimo freddo, vide perire parecchie migliaia d'uomini dalla peste, sviluppatasi, come si legge, per la corruzione de' pesci, ch'eran periti nell'acqua stessa intirizziti dal freddo.
A questa, che forse altro non fu che un'epidemia tifica, susseguitò la pestilenza propagatasi quasi generalmente in tutta Europa cagionando immensi strazj fra le differenti nazioni già afflitte da crudelissima fame, e da una guerra sanguinosissima, nella quale gran parte delle potenze di Europa trovavasi sciauratamente avvolta. La peste vi continuò per tutto l'anno 1127.
A. dell'E. C. 1135. Nell'Insubria ossia in quella parte del Milanese, che conoscevasi sotto questo nome, si sviluppò la peste, dove in pria la siccità, e straordinarj calori della stagione, distrutte le messi, avevano introdotto la fame (Gratiol. Catalog. Pest.). Secondo altri autori pur questa forse non fu, che un morbo epidemico.
A. dell'E. C. 1167. Il morbo pestilenziale s'insinuò nell'esercito di Federico Barbarossa, allorchè portava le sue armi contro di Roma, e vi cagionò grave mortalità. Perirono in tal circostanza molti soggetti, illustri per nascita, dignità, e sapere, oltre le persone di minor condizione (Spondan. eod. anno; Bernard. Corio, Storia di Milano).
A. dell'E. C. 1193. Mentre l'armata dell'imperatore Enrico VI. assediava la città di Napoli, la peste si spiegò fra la truppa, datovi assai guasto, e mortalità (Tarcagn. Part. II. lib. 13.).