A. dell'E. C. 1012. La peste affliggeva Venezia. Mantenute libere le comunicazioni con quella capitale, il contagio fu introdotto in Zara. Nel castello di questa piazza seguì il primo sviluppo. Uccise parecchie persone del castello, ne furono abbruciati tutti i quartieri infetti; e neppur questa volta penetrò in città (Sim. Gliubavaz op. cit.).

A. dell'E. C. 1013. Nuova riproduzione della peste fu in quest'anno per varie città d'Italia. Quelli, che n'erano colpiti, morivano quasi improvvisamente. Un ardente fuoco interno divorava loro le viscere, ed una diarrea straordinaria li traeva in brevi istanti al sepolcro. (Papon, op. cit.).

A. dell'E. C. 1016-17. Nell'anno 1016 la pestilenza fu quasi generale in Europa; ma devastò principalmente l'Italia, in cui, volendosi dar fede al Platina, il numero degli estinti superò quello de' superstiti. Nota il Kirchero che alla peste era congiunta la fame, e che continuò ad infierire anco nell'anno 1017 (Platin. in Vita Benedicti VIII.).

A. dell'E. C. 1022. Da qualche tempo divenuta la peste quasi permanente in Italia, si riaccese quest'anno con istraordinario furore. Devastò contemporaneamente Costantinopoli, e diversi altri paesi d'Europa. L'indole sua era per sì fatto modo maligna, che colpiva le persone a guisa di fulmine, e le uccideva in poche ore (Kircher. Papon. loc. cit.).

A. dell'E. C. 1031. L'apparizione di comete, tempeste sterminatrici, inondazioni, e fame precedettero ed accompagnarono la pestilenza di quest'anno (Lebenswaldt. Papon. opp. cit.).

A. dell'E. C. 1054. Nel mille cinquantaquattro v'ebbe peste in Germania (Kircher.).

A. dell'E. C. 1057. Peste in Macedonia, secondo lo stesso autore.

A. dell'E. C. 1065. Avvenne pure in quest'anno una pestilenza pressochè generale in Europa, accompagnata da carestia e fame atrocissima (Gratiol. Vincenzo Franzato ecc.).

A. dell'E. C. 1085. In quest'anno v'ebbe peste in Ungheria e in Dalmazia, e la città di Zara ne fu presa; pur il contagio, che faceva molto danno in Ungheria, nella Dalmazia non si estese gran fatto. La sollecita cessazione di questa calamità in Dalmazia fu attribuita all'intercessione dei Santi Grisogono, e Giovanni Orsini, vescovo di Traù, che viveva a quel tempo (Queste notizie sono tratte da un antico manoscritto originale esistente nell'archivio de' monaci di s. Grisogono di Zara. Capsula IV. N. XIII. Obsignata L. 6.).

A. dell'E. C. 1093-94. Regnò la peste a questi anni in parecchi luoghi dell'Italia, della Francia, e della Germania; in mentrechè dura fame affliggeva la Germania e la Francia, strabocchevoli inondazioni l'Inghilterra, e sterminatrici epizoozie in Italia, e altrove, accrescevano le miserie, e la desolazione di quelle popolazioni (Briet. Annal. Mund. ad h. a. Lebenswaldt.).