A. dell'E. C. 1601-2. Fu a Lisbona in quest'anni fiera e micidial pestilenza. Tutti i mezzi adoperati per estinguerla riuscendo vani, si credette necessario il dar fuoco al grande Ospital Regio, la cui fabbrica importò grandi somme, avvisatosi per quel modo di spegner con esso ogni germe del contagio (Lebenswaldt; Zacut. Lusitan. Medic. Princip. histor.).

A. dell'E. C. 1603. In quest'anno vi fu peste funestissima nella Livonia, succeduta a carestia desolatrice, anzi ad una fame delle più crudeli ed orribili, che ricordi la storia. Per la fame vi si divoravano i cani, i gatti, i topi, e, cosa che fa inorridire, sin anche i cadaveri si disotterravano per isbramar con essi la fame (Lebenswaldt ad ann. 1602. V. Wiener Pestbeschreibung; Tobias Dornerell von der Pestilenz im Jahr 1603.).

Nello stesso anno 1603 v'ebbe funestissima peste nell'Inghilterra. Scrivesi che nella sola città di Londra perivano da circa due mille persone ogni settimana (Wienerische Pestbeschreib. und Infektions' ordnung T. I. Cap. 7. Lebenswaldt ad h. an.).

A. dell'E. C. 1606. Peste fiera regnò quest'anno in più luoghi della Germania, secondo il Lebenswaldt; nel Palatinato del Reno, a Magonza e nel suo Territorio, nel Maddeburghese, e in altri luoghi.

A. dell'E. C. 1607. La peste travagliò nel mille seicento sette la città di Augusta (V. Joan. Castelli de Peste ejusque causis, signis etc. Augustae Vindelicor. 1608.).

A. dell'E. C. 1607-8. Sotto l'arcivescovado del dotto, ma troppo riscaldato filosofo e politico Marc'Antonio de Dominis si appiccò la peste in quest'anno alla città di Spalatro, la quale fu così fiera e mortale, che vi estinse la maggior parte di quegli abitanti. Molti al primo annunzio di peste sono fuggiti; ma di quelli, che rimasero nella città, da circa quattro mila perirono. Sembra che abbia continuato il flagello fino al 1608. Ad illustrazione di questo fatto piacemi di riportare uno squarcio tratto dall'Illyricum Sacrum di Michele Farlato T. III. pag. 489; non che una Memoria cavata da un MS. autografo dello stesso arcivescovo de Dominis del 1612.[17].

A. dell'E. C. 1609. Il Lebenswaldt stesso narra che nella città di Londra, o introdotto di nuovo, oppur rigermogliato, scoppiò il contagio, estinte per esso in quell'anno da 11,587 persone. Per altri si dubita, se questo morbo sia stato veramente la peste, od altra spezie di malattia epidemica, prodotta dall'inclemenza della stagione, che fu oltre modo mutabile e varia per tutto il corso dell'anno.

A. dell'E. C. 1610. Insinuatasi quest'anno la peste nella città di Basilea, vi uccise da circa quattro mila persone (Uret., sive Wursteisen Chronic. Basileens.).

A questo tempo medesimo v'ebbe peste a Colmar, a Schelestadt, ed in tutta l'Alsazia. Mentre la contagione pestilenziale infieriva sopra gli uomini, una maligna epizoozia distruggeva gli animali. Anzi narrasi che gli stessi volatili silvestri n'erano presi, tal che assai sovente vedevansi dall'aria cader a terra colti da improvviso malore (Lebenswaldt op. cit.).

A. dell'E. C. 1611. Nell'anno mille seicento undici vi fu peste in varj paesi della Svevia. (Lebenswaldt op. cit.).