A. dell'E. C. 1613. In quest'anno si manifestò la peste nell'esercito del re di Danimarca; e, secondo il Ricciolo (Chronic. Magn.) vi fece orrenda strage. Si osserva però, che, siccome tal malore fu limitato ai soli soldati e non appresasi ad alcuna classe della civica popolazione; così vuolsi creder piuttosto che quella fosse un'altra epidemia.
A. dell'E. C. 1614. La peste, forse non bene estinta nel circolo della Svevia, ripullulò quest'anno nella città di Dillingen, residenza del principe vescovo di Ausburgo (Carol. Stengel. Historia Pestis Dillingae a. 1614.).
A. dell'E. C. 1619. La peste rinnovossi in quest'anno nella città di Augusta, e vi recò molti danni (V. Raymund. Minderer Lib. de Pestilent. Augustae Vindelic.).
Nel detto anno mille seicento diciannove morirono dalla peste in Zara il maggior numero di quegli abitanti; talchè terminato il male, che durò nove mesi, si contarono viventi sole 2073 persone. Il contagio passò poi in altre città della provincia (Joan. Tanzlinger in Dam. Chronologic. Jadrens. n. 97. Simeon Glinbavaz in suis memoriis[18]).
A. dell'E. C. 1623-24-25. In questo triennio fu una peste così terribile e micidiale a Petau o Petaw, piccola città dell'Austria nella Stiria inferiore, che, durando troppo lungo e miserando lo strazio di quella popolazione, ne andò essa quasi interamente distrutta. Tale era il terrore, messo negli animi, dalla violenza del male, che, tutto il tempo che vi durò, non eravi quasi più alcuno, che osasse avvicinarsi a quella sventurata città, convertita pressochè tutta in uno squallido e tristissimo cimitero (Lebenswaldt P. I. p. 26. Adam. Bibl. Loim. p. 98.).
A. dell'E. C. 1625. In quest'anno v'ebbe di nuovo la peste a Londra, e nella città di Metz nella Lorena (Papon. op. cit.).
A. dell'E. C. 1626. Fiera peste vi fu quest'anno a Tolosa nella Linguadocca; la quale, non bene estinta, poco dopo si riprodusse (Papon. op. cit.).
A. dell'E. C. 1627-28. Riferisce il Lebenswaldt aver regnato a' quest'armi fierissima peste in Costantinopoli. Narra egli ancora che per sottrarsi quegli abitanti alla furia del morbo struggitore, che ardeva in ogni parte, ed ampliavasi rapidamente, furon costretti in gran parte d'abbandonare le lor case e tutte le loro sostanze, fuggendo alla campagna. Lo che non è da credere sì di leggieri rispetto ai Turchi, stante il fatalismo, che regna infra loro. Lo stesso autor riferisce che a questo tempo (cioè negli anni 1627-28), la città d'Augusta, percossa nuovamente dalla peste perdette da circa trenta mille persone.
Ma or mi s'apre nuova luttuosissima scena di orrori e di stragi. La pestilenza, che son per descrivere degli anni 28 e 29 in Francia, 29, 30, e 31 in Italia, è una delle più spaventevoli, e più micidiali, ch'abbiano mai inferocito sulla umana generazione.
A. dell'E. C. 1627-28-29. Abbiam già veduto fin dal 1625, che la peste aveva incominciato ad affliggere alcuni paesi della Lorena, e che nel 1626 erasi ampliata in altri luoghi della Francia. Quivi, a questo tempo le false dottrine di Lutero e di Calvino, assalendo i principj dell'antica religion dominante, avevano seminato il fuoco della discordia, sollevati partiti, e gittate specialmente le Provincie Meridionali in preda alla guerra civile. Quindi ne' continui movimenti di truppe, e fra i disordini della guerra il contagio pestilenziale aveva grande opportunità e mezzi parecchi di vieppiù propagarsi, e di preparare le sue rovine.