A. dell'E. C. 1679. In quest'anno, imperando sul trono d'Austria Leopoldo I, la città di Vienna fu travagliata da atrocissima peste, che vi fece orrende stragi, sì fra la popolazione della città propriamente detta, e sì ne' sobborghi adiacenti, specialmente nel Leopoldstadt e nel Mariahülf. Nello spazio di sei mesi sono perite da oltre 70,000 persone; e nel corso intero di questa pestilenza si calcola esserne andate estinte più di 76,000. Pur gravi danni fece il morbo in parecchi luoghi, vicini a quella capitale, e specialmente a s. Ulrick, Neustift, Neubau e Neustadt. In virtù de' saggi provvedimenti, e delle caute discipline, che d'ordine dell'Imperatore vi sono state usate in quella circostanza, si è potuto porre argine alla ferocia di quel contagio sterminatore; e molti paesi vicini se ne sono preservati. (Der römisch, Kaiserlichen auch zu Hungarn und Böheim, etc. Königl. Maj. Leopoldi I. Erzherzog zu Oesterreich etc. etc. neue Infections Ordnung wie es insgemein in allerhöchster Haupt-und Residenz Stadt Wien, Leopoldstadt, und allen andern umliegenden Vorstädten etc. in den Infections-Sachen zu halten, vom 9 Januar 1679, e ripubblicato nel 1680. Esiste nella Collezione pubblicata in Vienna nel 1763. Pestbeschreibung und Infections Ordnung; Sorbait, Paul. Consilium Medicum, oder freundliches Gesparch von der Wiener Pest des Jahres 1679. Abraham a S. Clara, Merks Wien, oder Beschreibung der wüthenden Pest im. j. 1679. Habensack, Relation von der NeüstädterPest 1680.).
Nello stesso anno 1679, secondo alcuni storici, la peste afflisse pur anco la Sassonia, e travagliò fieramente l'alta e bassa Slesia (Papon. op. cit. Neue Infections ordnung der hoch und löb. Herren Fürsten und Stände im Herzogthum Ober-und-Nieder Schlesien. Breslau, den 14 Feb. 1680; Kircher, Atanas. natürliche und medicinalische Durchgründung der leidigen ansteckenden Sucht, und sogenanten Pestilenz etc.).
Da Vienna dilatossi il contagio nella Stiria, e vi si manifestò a Gratz nel Dicembre del 1679 in una casa d'un sobborgo. Nel Gennajo seguente 1680 si sparse in altre famiglie del sobborgo stesso, e nell'interno della città; e ne' mesi successivi s'apprese a più di 400 famiglie, imperversando per tutto l'anno 1680. Terminò poi circa le calende di Marzo del 1681. Nel corso di tal pestilenza fra' sobborghi e la città ne sono state colpite 3156 persone, delle quali son morte 2340; 68 ne guarirono di quelle, ch'erano rimaste presso le rispettive loro famiglie; 592 ne uscirono risanate dal Lazzeretto vecchio, e 156 del nuovo.
Fu di Gratz trasportato il contagio in altri luoghi della Stiria inferiore, e nella Carintia, e si spiegò con maggior violenza in un castello, ed in sette villaggi circonvicini.
Dall'altra parte il contagio si estese dall'Austria nell'Ungheria lo stesso anno 1679, e vi fece non poche rovine. La città di Posen ne andò particolarmente travagliata (Lebenswaldt; Briet. Annal. Mund., Kircher. op. cit. von Windisch, Carl Gottlieb., Geographie des Königreichs Ungarn. I. Theil. p. 121.).
A. dell'E. C. 1680. A questo stesso tempo la peste, insinuatasi nella Boemia, ne la desolò facendovi orrendo strazio, a tale che nel solo trimestre di Maggio, Giugno, e Luglio del 1680, ne andarono estinte nella città di Praga 31,040 persone (Redlich Paul. Historia Pestis Pragae 1680. ibid. 1681. Rivinus, de Peste, Lipsiae 1680.)
A. dell'E. C. 1682. Nell'anno mille seicento ottantadue Gorizia, città considerevole del Friuli Austriaco, fu travagliata da fierissima pestilenza. Il seme di questo contagio, secondo alcuni, vi fu trasportato da Vienna, e, secondo l'opinione di altri, vi s'è introdotto dalla vicina Turchia, manifestatosi il giorno 18 Agosto 1682 V'infierì poi il morbo con tanta violenza, che molti ne trapassarono nello spazio di sole 24 ore di malattia, altri in tre giorni, e taluni nel settimo. Giuseppe Candido, allora medico della città di Gorizia, ce ne lasciò in pochi tratti d'una sua lettera un'esatta descrizione. I sintomi ne furono il dolor di testa, il vomitar di materia porracea, eruginosa, e talvolta sanguigna; la diarrea, spesso con vermi, la frenitide, il letargo, le petecchie nere, larghe lividure, i buboni, i carbonchi, le urine torbide, talor sanguigne, ed in alcuni la paralisi della lingua. Nella maggior parte de' malati gl'indicati sintomi erano accompagnati da febbre; altri morivano senza febbre, almeno che si manifestasse. Parlando poi del metodo di cura usatone, lo stesso dottor Candido soggiunge: «Il cavar sangue dalla vena fu osservato nocivo, così si tralasciò»; e poco appresso: «li vescicanti sono stati di gran sollievo, applicati dopo qualche evacuazione per via di clisteri» (De Peste Goritiana anni 1682, Sermo Potestatis Benacensis, etc.).
Nell'anno 1683 rigermogliò il contagio a Gratz, ed in più altri luoghi della Stiria; ma, oppostivi subito per impedirne la dilatazione ottimi provvedimenti politico-sanitarj, n'andò in breve e con pochi danni estinto.
A. dell'E. C. 1685-86. Fierissima peste desolatrice imperversò a quest'anni nella città di Costantinopoli. Immenso ne fu il numero delle vittime rimaste sotto i colpi di così grande flagello. Quantunque fra le esagerazioni degli autori non si possa precisamente conoscere, qual ne sia stato il numero de' morti in quella popolatissima città, pur si rileva essere stato desso assai grande. (Adami; Lebenswaldt; Pandect. Turc.).
A. dell'E. C. 1690. Nel mille seicento novanta vi fu di nuovo la peste in Dalmazia. Si è palesata da prima nella villa Geversche presso Ostrovizza nel contado di Zara, introdotta colà per l'arrivo di una famiglia proveniente dalla Bosnia inferiore. Un certo Vodizich, borghigiano di Zara, la introdusse in quella città col mezzo di una mandra di pecore, come vien riferito. Il giorno dopo il suo arrivo costui fu trovato morto; e morta pur anco la moglie sua e due sue figlie con manifesti segni di pestilenziale contagio. Scopertosi il morbo, e per la vigilanza dei Rettori eseguite tosto con molta diligenza le opportune segregazioni, fu esso in breve estinto. Siccome poi al primo annuncio della peste il popolo era ricorso alla protezione di s. Simeone; così all'intercessione di questo santo venne la cessazion del contagio attribuita.