AVVERTENZE PRATICHE
per distinguere la peste dalla febbre maligna o nervosa.
1.º La febbre maligna o nervosa non suole propagarsi così rapidamente nè con tanta facilità come la peste, nè spargersi tanto ne' luoghi vicini che nei lontani e remoti così celeremente come la peste, allorchè abbiano avuto luogo comunicazioni immediate o mediate.
2.º La febbre maligna non assale così improvvisamente e subitaneamente senza segni prodromi o precursori come usa fare la peste.
3.º Il corso della febbre maligna non è così rapido come quello della peste, nè così grande la mortalità. Nella febbre maligna il numero dei guariti supera d'ordinario quello dei morti; nella peste succede precisamente il contrario.
4.º Nella febbre maligna le petecchie sono ordinariamente più picciole, in quantità più discreta e compariscono più tardi; nella peste sono più copiose, più larghe, più schiacciate, qua e là confluenti, formano alle volte delle echimosi più o meno grandi, ed in ogni caso compariscono più presto che nella febbre maligna.
5.º Allorchè si osservi che la sollecita comparsa delle petecchie viene susseguita ordinariamente dalla morte, non è più a dubitare esservi la peste, ancorchè i buboni e i carboni non si siano per anco manifestati.
6.º Le petecchie che diventano mortali il terzo o quarto giorno, ed i dolori o gonfiamenti nelle parti glandulari, sono i primi segni che devono accertare dell'esistenza della peste in un paese, specialmente se il morbo esiste nelle vicinanze, e se si può sospettare che l'ammalato abbia avuto pericolose comunicazioni.
7.º Le eruzioni o macchie che si manifestano al basso ventre, allorchè ad esse ne segua poco appresso la morte, saranno da ritenersi come indizio sicuro di peste.
8.º È vero che alcune volte anche nelle febbri maligne come nella peste si osservano gonfiamenti glandulari specialmente alle parotidi e alle glandule sottomascellari, macchie livide, larghe e di forma singolare, carbonchi e cose simili; ma dappoichè detti fenomeni nelle febbri maligne sono rari e le altre circostanze molto diverse da quelle che congiuntamente ad essi si osservano nella peste; dappoichè nelle febbri maligne detti fenomeni non compariscono d'ordinario se non nello stadio di declinazione o verso la fine della malattia, sotto un aspetto critico o metastatico, e sono di buon indizio; quando invece nella peste compariscono fin dal principio del morbo ed in qualunque stadio di esso, irrompono indistintamente in qualunque glandula, specialmente nelle inguinali e sotto ascellari, nè promettono crisi o remissione del morbo, ma piuttosto esasperazione di sintomi ed esito fatale; così sarà più conforme alla scienza ed all'esperienza risguardare que' segni come patognomonici della peste anzichè proprii delle febbri maligne.