— a Ragusi nel 1416. In due mesi, o poco più, il contagio uccise 3800 circa di quegli abitanti — » [ivi]
Nel 1420 Ragusi fu di nuovo invasa dal contagio, ma Giacomo Gondoaldo Ferrarese, allora medico in condotta a Ragusi, avendo suggerito il preservativo e la precauzione di separare gl'infetti dai sani, si ottenne, che la peste recasse pochissimi danni — » [327]
Lo stesso avvenne nel 1430; in cui introdotta la peste in Ragusi da Trebigne, paese Turco confinante, a merito dei saggi suggerimenti del suaccennato medico Gondoaldo, pochissime furono le vittime del contagio — » [329] e seg.
Articolo latino sopra Giacomo Gondoaldo nella serie degli uomini illustri — » [ivi]
Curzola in Dalmazia colta nel 1428 da peste così terribile e micidiale, che distrusse interamente quella popolazione composta di oltre 7000 persone. La città andò deserta, nè mai più si ripopolò, contando ora appena 1000 persone — » [328]
La Lusitania propriamente detta, cioè il Portogallo, l'Estremadura, e la vecchia Castiglia, furono nel 1436 miseramente devastate dalla peste, che vi durò più anni. Il Re Edoardo, che si era ritirato nel Monastero di Thomast, prese il contagio da una lettera da esso incautamente aperta, la quale se gli fece pervenire coll'espresso divisamento di appiccargli la peste, e vi morì da quella il dì 9 settembre 1458 — » [331]
Nuova peste a Ragusi nel 1437 così micidiale e violenta, che in soli tre mesi spogliò quasi intieramente di abitatori quella città. La maggior parte però de' patrizii e considerevole numero di altre persone, si sono salvate, essendosi sottratte colla fuga a tale calamità, ritirati i nobili a Gravosa, e gli altri in altri luoghi al primo scoppiare del morbo — » [331]
Nel 1438 la peste estinse ancora gran numero di abitanti a Venezia sotto il Dogado di Francesco Foscari. Il contagio penetrò in questo stesso anno in parecchi altri paesi d'Italia; si propagò in Francia, in Germania, in Inghilterra. Tanto in Italia, che in varie parti dei sopraccennati Regni, continuò negli anni 1439 e 40. La peste di Brescia nel 1439 aveva per sintomo particolare un profondo letargo. I malati dopo un apparente sonno di due o tre giorni si destavano, ricadendo poi tra poco in agonia. Nel 1440 fece orrendo strazio a Basilea, dove a quel tempo tenevasi il famoso Concilio. Parecchi di que' prelati ed altri padri insigni della chiesa vi perirono. Enea Silvio Piccolomini poi Pontefice sotto il nome di Pio II fu pure attaccato e vi guarì. Egli descrisse quel contagio in un singolare suo libro — » [332] a 334
Negli anni 1448-49-50 quasi tutta l'Italia e in particolare il Milanese, fu soggetta a pestilenza, che si mantenne fierissima. Nello stesso tempo in Dalmazia, in Germania, in Francia, in Spagna il contagio imperversò ferocemente. Si pretende che nel 1450 esso uccidesse quarantamila persone nella sola città di Parigi in due mesi. Era accompagnato da sintomi terribili. Lo spavento invadeva tutti gli animi, anche i più coraggiosi e fermi, di maniera che non permetteva loro di vedere altri oggetti che una morte inevitabile — » [334] e seg.
Peste a Erfurt nella Sassonia nel 1453 — » [335]