[33]. A primo aspetto può sembrar corso errore leggendo che se ne infermarono 4000 e ne son morti 4200. Il perchè giova avvertire che nel numero dei morti in Agosto e Settembre sono compresi i rimasti malati al terminare di Luglio. Che se in Luglio 1656 furono i nuovi infetti, e 1201 i morti, vi ha un sopravanzo di 455 tra rimasti malati e guariti.
[34]. Nella circostanza solenne, in cui venne piantata la prima pietra di questo Tempio, furono coniate alcune medaglie d'oro, d'argento, e di rame, ed ivi poste sopra la prima pietra fondamentale. Nel rovescio d'esse leggesi:
D. O. M.
ob cives
in peste servatos
D. CAROLO BOR.
Basilicae pro Lap.
ex Vot. Pos.
M. DCC. XVI.
[35]. Piccioli pacchi di mercanzie, che le genti di mare recano per conto proprio.
[36]. Secondo l'Autor del Giornale della Peste di Marsiglia, taluno tra essi vi fu, che manifestò una discorde opinione, dicendo ch'erano malattie maligne ordinarie, cagionate dai cattivi alimenti e dalla miseria.
[37]. M. Chirac, primo medico del Reggente, che godeva di molta riputazione, scrisse in quella circostanza tre Memorie, nelle quali si rileva appoggiata l'opinione dei sigg. medici di Montpellier, ch'erano stati educati alla scuola dello stesso Chirac.
In una di qneste Memorie egli così si esprime. «Ce n'est pas one peste venue du Levant et portée dans le vaisseau, qui en est arrivé: ce n'est qu' une fievre maligne causée par les mauvaises' nourritures du petit peuple».
[38]. Bertrand, ec. f. 147. Papon, ec. f. 270.
[39]. Il palazzo di mons. Belsunce era circondato di cadaveri. Egli non poteva quasi più uscirne senza calpestarli, e in una sua lettera, a M. de Mailly, arcivescovo di Arles, così si espresse: «J'ai eu bien de la peine de faire tirer 150 cadavres a demi-purris et ronges par les chiens, qui etoient à l'entour de ma maison; et qui mettoient dejà l'infection chez-moi».
[40].