Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci offre. Le poetiche passeggiate, le escursioni, le colazioni nei campi, le cavalcate, le gite di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo fatto che ama studiare ha la botanica, la zoologia, la mineralogia che gli offre un esteso campo per acquistarsi utili cognizioni e passatempo.

È nella primavera che lo spirito, il talento, il genio che giaceva annichilito, senza forza e senza slancio, è in questa stagione, dico, che hanno preso il volo, che hanno stese le loro ali gigantesche e che volano nei campi ridenti dell'immaginazione.

Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il grido che l'anima invia alla primavera, il grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri profumati all'ideale. Come si può restare insensibili davanti alla splendida ricchezza che si spiega maestosa e sorride davanti agli occhi, che ci attira, che ci solleva in un mondo novello, che ci mostra un orizzonte dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi i più inebbrianti?! Come sei bella o natura! Quanto sei grande! Dove hai preso le mille forme di fiori che rendono vivaci le praterie, le siepi, i campi? Ove li hai presi potenza soprannaturale?

In ciascun angolo il più remoto brilla un fiore, brilla uno de' tuoi figli vaporosi che levano la monotonia e il dolore con un vago sorriso che t'inspira amore. L'aria ne è addolcita, e ciascun zefiro che passa accoglie sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore di mille rose. Nei capelli neri e lucenti, sul seno della fanciulla, sugli altari, nei pranzi e sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra e sulla terrazza del sontuoso palazzo, avunque brilla un fiore, ovunque è un profumo d'amore.

Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti dalle rosee ali l'accompagnano. Sono i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre, apritele al sole, al profumo dei fiori. Come sono belli; io vi amo e vi saluto. Vi amo perchè dai vostri calici spira una dolcezza triste e solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla poetica pure vi ama; v'amo infine perchè siete i fiori, i figli della primavera.

Parte Seconda.

Dei piaceri nell'estate.

Le tiepide aurette primaverili più non scuotono mollemente la nera treccia di capelli. La primavera è finita e l'estate col suo calore tanto benefico alla campagna si fa avanti maestoso ed infuocato. Il sole è giunto al punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari alla terra; la sua forza benefica è al massimo. In estate maturano le biondeggianti messi, i frutti i più squisiti, le tinte si fanno più scure e intense; tutto insomma partecipa al cambiamento che il sole di giugno opera nei campi.

Fra i piaceri che si possono godere nell'estate figurano le passeggiate di buon mattino e di sera in campagna. Queste passeggiate sono piacevolissime per coloro che sanno gustare le pure gioie campestri.

In questa stagione deve essere contento anche il proprietario che può passeggiare sui suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti, l'uva che matura, i prati smaltati di fiori. Beato il proprietario, perchè tali beni, essendo suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore!