— Lo comprendo; ma bisogna esser cauti, per non compromettere il prestigio delle instituzioni.
Ferretti sorrise nuovamente; per poco non sorrideva anche il ministro.
Gli àuguri!
— Lo richiami a Roma; è il sogno da lui vagheggiato. Qui potrà prestare ben altri servigi. E l’opinione pubblica sarà soddisfatta, perchè scambierà il trasloco per una punizione.
— Ci penserò, disse il ministro congedando i visitatori.
Pensato l’aveva, in verità, tanto che al commendatore Cerasi era già stato trasmesso l’ordine di partenza da Miralto, essendo stato posto a disposizione del ministero... La realizzazione del più ardente desiderio.
La stampa ostile gli aveva servito da sgabello.
***
Ferretti, previdente, aveva già scelto un avvocato per patrocinare davanti alla Giunta la causa di Giuliano. Un giureconsulto illustre, altissima notabilità parlamentare, influentissimo presso tutti i governi succedutisi dal 18 marzo 1876.
— Un avvocato un po’ caro, un po’ troppo salato, aveva detto Ferretti a Giuliano. La necessità di vincere ci vieta di lesinare. Per rendere proficui i sagrifici già fatti, bisogna aggiungere anche questo. Avrei combinato per diciottomila lire.