— Molto dipenderà da’ suoi primi voti. Avremo subito battaglia; per quanto scisse ed infinitesimali le due opposizioni, in alcune circostanze possono divenire temibili. Ella comprenderà che il Governo non potrebbe appoggiarla direttamente o indirettamente, senza la garanzia di favorire un amico.
Giuliano arrossì alla brutale imposizione; ma non seppe schermirsi, e finì per assentire ossequiosamente.
Ferretti promise per il proprio raccomandato.
— La Giunta delle elezioni non è nominata dal Governo, riprese il ministro; è scelta dal presidente della Camera. D’altronde ella sa, Ferretti, ch’io mi sono disinteressato dalle elezioni... Vedano il ministro La Fossa.
Ferretti rise poco rispettosamente all’affermazione del ministro.
— Sulla di lei elezione, sul di lei nome si è fatto molto chiasso... Ora un nuovo scandalo, che mi obbligherà a richiamare il sottoprefetto Cerasi, il cui troppo zelo ci ha compromessi.
— Un eccellente funzionario, osò replicare Giuliano.
— Lo so... Ma una soddisfazione all’opinione pubblica bisogna darla. Ha visto lo Svegliarino di stamane? Si scaglia contro il sottoprefetto, e ben presto tutta la muta dei botoli di opposizione latrerà sullo stesso tono. Bisogna prevenirli.
«Come mai lasciarsi cogliere in flagrante a stipendiare agenti provocatori nel giornalismo avversario? Sono errori, leggerezze imperdonabili!
— Necessità di lotta, osservò Ferretti.