— Ma, allora, a che cosa serve la Corte dei conti? replicò il novellino imbarazzato.

— A nulla! decretò solennemente il presidente virtuale della farmacia. Signori, sono le due. Gli uscieri ci chiamano nell’aula. Oggi seduta importante; il deputato Istriani ci costringerà certamente ad un appello nominale. Accidenti alla Estrema Sinistra! Sono quattro gatti e non v’è seduta senza scandali.

— La colpa è della Destra, che, di soppiatto, li appoggia.

Le sale e gli ambulatorî andavano sfollandosi lentamente; pochi onorevoli rimasero ai tavoli, leggendo, scrivendo.

Il duca di Sant’Alessio, rimasto solo in farmacia, approfittò del silenzio per ajutare il chilo della copiosa colazione dormendo, sicuro che in caso di voto gli uscieri lo avrebbero chiamato.

L’onorevole Lastri raggiunse Ruggeri nell’ambulatorio.

— Ancor qui, Ruggeri?

— Aspetto Sicuri.

— Dimmi un po’, che c’è di vero in ciò che momenti fa si susurrava in farmacia di una grossa perdita fatta al giuoco?

— Anche il giuoco! sclamò Ettore allarmato.