— Posso tentare; ma, davvero, non so se potrò riuscire... Per mio conto metterò a disposizione il mio piccolo patrimonio, fortunatamente liquido; col notajo Invernizzi vedremo di provvedere al resto... Pure non so se sia doveroso; per salvare quell’imbecille, derubiamo la contessa... Una martire, che, pur sapendo tutto di suo marito, anche la fatale relazione colla marchesa, darà fin l’ultimo spicciolo.
Il commendatore stette pensoso, quasi titubante:
— Ha ragione, signor Ruggeri, lei è un uomo di cuore. Lo sapevo, ed oggi ne ho la prova... Il caso della povera contessa è compassionevole; per altro, non vi è scelta... O prima o poi bisognerebbe ritirarle quelle maledette cambiali; meglio ora che poi, quando non saremmo più in tempo di salvare il nostro deputato.
— Il suo!... protestò Ettore...
— Il mio, sia! Pur troppo... Volevo farne qualche cosa... Almeno un sottosegretario di Stato... Invece ne ho fatto un fallito... Quegli occhî azzurri furono funesti...
«Nè consistenza, nè volontà. Come l’acqua, di cui gli occhi hanno il colore, si lascia scorrere a caso verso la foce che non sa; serpeggia per girare gli ostacoli. Vi opponete? precipita... Sulla china nessuno la ferma; retrocedere, impossibile, impossibile risalire.
«Colla sua elezione ho fatto un buco nell’acqua.
— Peggio! ha scavato un abisso.
«Ha dato un giocattolo pericoloso ad un fanciullo che l’ha spezzato ferendosi a morte.
— Ne convengo. Ed ora concludiamo... Ella spera ottenere la garanzia della contessa? La somma potremmo trovarla anche qui.