«Indovino tutto... Per partire con Ruggeri... Partire! La vedremo, signor Ruggeri! Non mi fa paura! Se non fossi più in tempo?.... Se fossero partiti?

Risalendo in carrozza, lanciò al cocchiere l’ordine:

— Alla stazione! presto! presto! Alla carriera, urlò la marchesa al cocchiere che non era partito abbastanza sollecito.

— Per Napoli? Il treno per Napoli, chiese Giulia febbricitante all’inserviente ferroviario.

— Ora! signora. Solleciti; alle 8.20... Fra dieci minuti, soggiunse dopo aver data un’occhiata all’orologio.

Il domestico riconsegnò il bagaglio ai facchini, e per ordine della signora che le porse un biglietto da cento si affrettò allo sportello

— Un primo Napoli.

Dopo dieci minuti il treno partiva, troppo lento per Giulia, torturata dagli spasimi dell’impazienza.

***

A sera, quando giunse la cameriera di Giulia, partita da Parigi col grosso bagaglio nel treno successivo a quello preso dalla sua signora, a sera la cameriera, riferendo alla contessa Marcellin, inquieta di non aver veduta la nipote, sorpresa dal nuovo viaggio da essa intrapreso, diceva: