Quasi tutta Miralto era accorsa alla stazione; fra gli intervenuti molti elettori avversarî, adoratori del successo, passati per la maggiore; pochi ritrosi eran rimasti alle loro case, sì che all’entusiasmo dei vincitori si mischiava quello dei vinti... miracolo non nuovo!

All’allegrezza universale non partecipava con eguale slancio il gruppo delle signore, mogli, figlie delle principali notabilità del collegio.

L’avreste detto un gruppo di Maddalene confortatrici di una sconsolata Maria. Mesto contrasto alla gioja universale, Adele Sicuri, la giovine sposa al deputato, non sapeva nascondere il dolore per la partenza del suo Giuliano, la prima separazione nei tre anni di matrimonio; non sapeva dissimulare i tristi presentimenti, irragionevoli, infondati, ne conveniva, ma più forti della ragione e della volontà, e la gazzarra, il baccanale politico celebrati in di lui onore, le parevano insulto.

La ridente luna di miele, allietata da un bimbo, pegno desiderato e adorato del più sereno degli amori, era violentemente turbata da due terribili rivali: la Politica, e l’Ambizione. Oh, gli orrori dell’accanita lotta elettorale! Quanti insulti, quante calunnie rovesciate sul capo del suo Giuliano, quanto fango rimestato e schizzato infino a lei, dal giornale avversario! Gli affissi insultanti e calunniatori, e lettere anonime... ricatti... E i terrori per dimostrazioni ostili o favorevoli... E ancor più doloroso, il mutamento di contegno di Giuliano, che da quindici giorni la lasciava negletta, irritandosi fino al furore ad ogni objezione di lei, supplicante in ginocchio l’abbandono della fatale candidatura.

Certamente essa aveva torto di contrariarlo con tanta ostinazione, lo ammetteva; d’altronde, non era una nuova prova d’amore? Non eran prove d’amore le lacrime che nell’ora triste degli addii non sapeva rattenere?

Giuliano l’aveva brutalmente accusata di egoismo, rimproverandola di frapporsi ostacolo alla sua carriera. Essa ne conveniva:

— Se l’amore è egoismo, sì, io sono la più egoista delle donne, perchè ti amo! Ti amo e ti voglio assolutamente mio e con me, sempre!

Quel mattino, rattristato anch’egli all’idea del distacco, era stato amorevole, ma, al momento di salire in carrozza per recarsi alla stazione, avvedendosi che Adele, a muta protesta, si era vestita a bruno, si indignò.

— Sei una sciocca od una pazza!

Quelle le ultime parole che le aveva rivolte, ed essa non voleva lasciarlo partire così, senza un’affermazione d’affetto, senza una completa riconciliazione, senza la promessa di un pronto ritorno. Come fendere la ressa che lo asserragliava? Come dirgli, davanti a tanti importuni, ciò che le traboccava dal cuore?