All’indomani si alzò per tempo, fece la valigia, abbracciò il cugino, strinse la mano alla serva, diede uno scudo alla moglie, schiacciò la gattina, ruppe un vetro, e dopo quel parapiglia, si avviò alla stazione.
È gran cosa sentirsi gravato di un incarico diplomatico; la lettera pel segretario, eccitava la vana gloria del suo portatore.
Non sembrava più il Pomponio d’una volta; il miserello era ringalluzzito e posava proprio come un uomo d’affari.
E dire che di simili stolidi è ripieno il mondo.
Quando ci penso mi vengono i brividi, e mi persuado sempre più che ormai si vive fra infiniti pericoli; accade di noi come dell’agnello, che scappato dagli artigli dell’aquila, cade nell’ugne del leone.
Se non la si fa agli altri, gli altri la fanno a noi, e credo che alla fin fine sia miglior consiglio prendere il bene dove si trova, come Molière, e non curarsi del resto.
Guai a colui che ascoltando la voce degli scrupoli di coscienza si lascia sfuggire la più piccola occasione di godersi la vita. Mentre tu disputi per una cosa, un altro te la contende.
— Se tu osi, un altro ardisce, se desideri, un altro brama, un terzo agogna.
Col progresso di cui è satura l’atmosfera, fa d’uopo essere risoluti e pronti a tutto. Evviva il progresso!
Guardatevi attorno, e vedrete adolescenti che fumano la pipa e guardano procacemente in viso alle signore.