Luigi. Il rispetto si esprime come si può. Per la porta non c’era il passo libero, e sarebbe stata dal canto mio una grave mancanza quella di non rimediarvi alla meglio.
March. Ho capito. Ora può andare.
Luigi. Signora marchesa, non mi faccia quest’affronto; accetti i fiori di mia mano, poi me ne vado. Poverini sono intirizziti.
March. No. Le ho detto d’andare, e badi che se indugia ancora chiamo gente.
Luigi. Se avesse quest’intenzione l’avrebbe già fatto; ma ella è tanto buona.
March. Eppure le ripeto che...
Luigi. Non si faccia cattiva; io non ci credo; tanto è vero che ella ha persino chiuso quella porta.
March. (con stizza). Ah!...
Luigi. Dunque? (con preghiera).
March. Dia qui quei fiori.