March. (tende la mano). A lei (Luigi la bacia, ma mentre fa per andarsene ella lo trattiene serrando la mano). Peraltro, signor mio, non riesco a comprendere la cagione di questa sua eccentricità. Per portarmi i fiori? non valeva la pena d’arrischiarsi a tanto.
Luigi. La signora marchesa mi permetterà di tacere — preferisco scender subito.
March. Si tratta forse d’una scommessa?
Luigi (serio). Signora, aveva pur detto d’avermi perdonato, ma quel suo pensar così male sui miei propositi, mi addolora.
March. Dunque dica su.
Luigi. Signora, no. Se entro nella via delle confidenze ridivento colpevole. Eppoi l’ora è tarda. Ella avrà forse bisogno di riposo. (Notisi che qui parla maliziosamente, e fingendo una riserva che non ha).
March. Chissà! forse non ci penso ancora, passerò qualche tempo leggendo; anzi, se ella avesse qualche storiella in pronto, così tanto per impiegare una mezz’ora...
Luigi. E poi?
March. Poi studieremo un mezzo per farlo scender con minor pericolo.
Luigi. Accetto di cuore.