Per poco cuore che si abbia una donna, in simili casi tenta sempre di giustificarsi; è la coscienza istessa che impone questʼammenda alla fede vacillante; ma non curarsi assolutamente del passato, dimenticare in un punto amore e promesse, è unʼatto barbaro, una violenza alle fini cortesie che inspira nellʼanimo la memoria di una persona che si è tanto amata.
Finalmente Ermanno mal reggendo allʼincertezza, e desideroso di avere una spiegazione che lo togliesse da sì penosa esistenza, scrisse allʼamico Paolo la lettera che segue:
Amico mio,
10 Dicembre.
«Le mie previsioni si sono troppo presto avverate. Da due mesi sono privo di novelle di Laura. Io non so se questo inqualificabile silenzio, debba ascriverlo a mia colpa; ad ogni modo siccome io non mi dimentico tanto presto del passato, ed ho una spina qui nel cuore che mi opprime, ti prego di dirmi ciò che sai intorno a quella giovinetta.
«Credo che tu sarai ancor di casa presso i Ramati, epperciò ti raccomando di non far sapere ad alcuno di questa mia lettera..... nemmeno a lei; che se alle volte le pesasse alla coscienza la memoria di me, desidero di esser presto dimenticato, acciò non mi tocchi il rimorso di amareggiarla neppure per un istante.
Tutto tuo
Ermanno.»
A quanto sembra, malgrado il divieto dellʼamico, Paolo mostrò a Laura quella lettera.