«Del resto mi sono molto divertita; non dimenticherò mai più le belle sere passate a Firenze, quel cielo sereno, quellʼauretta molle, mi lasciarono una cara rimembranza.

«Al mio ritorno, papà e mamma avevano già lasciato la campagna, epperciò mi diressi a Milano.—Voleva scriverti subito le mie impressioni di viaggio, ma ebbi tanto da fare, tante visite da restituire che me ne mancò il tempo.

«Scrivimi tu, e lungamente, così passerò qualche ora lieta colla tua lettera.—

Addio abbiti i saluti della tua

Laura».

Era troppo! Una tal lettera indignò giustamente Ermanno, che senza frapporre indugio, e colla rabbia in seno, subito rispose a quella lettera umiliante in questi termini:

«No madamigella, non doveva rompere il ghiaccio di un silenzio che nascondeva una voragine senza fine; chissà che la ruggine del tempo non avesse consumato il mio rancore, ed al nostro primo incontro, avrei potuto mostrarle un volto sereno, senza che il mio labbro tentasse un rimprovero.—Ma vivaddio mi si tasta troppo presto una ferita ancora aperta perchè io non debba trarne lamento.—Creda pure madamigella, ella mi scrisse troppo presto.

«Credeva forse la signorina che bastasse il dirmi che a Firenze la luna era chiara, la brezza molle, il LungʼArno delizioso, per giustificarsi di non avermi scritto prima? Non sono tale io dʼappagarmi di sì poco, e mal sopporto che dopo due mesi di crudele dimenticanza, mi si venga a dire: Oh! signor Ermanno, ora che sono a casa, ora che mi annojo e non so più come passare il tempo, mi ricordo di lei.—Durante il viaggio non potei scriverle perchè aveva troppo da fare, ma adesso che sono annojata, la prego di una sua lettera lunga, che leggerò fra gli sbadigli della solitudine per iscacciare il sonno.—

«Mia cara, il signor Ermanno che ha la disgrazia di prender tutto sul serio, non può reggere a tanta derisione; egli ha forse il difetto di pretendere troppo, ma in confidenza unʼamicizia che si dissolve per un chiaro di luna, non è tale da lusingarlo gran fatto; e piuttosto che aver sì poco, egli rinunzia a tutto.

«Nella descrizione del suo viaggio, non trovo un cenno che mi riguardi; ciò mi lusinga assai..... ella si è divertita, e mi basta; valeva forse la pena di ricordarsi di me? No davvero, si viaggia per divagarsi!