—È la gioia.... lʼallegria!....

—Tu hai la febbre; andiamo a casa.

—Mai no; resterò fino alla fine.

—Ascolta Ermanno, sii caritatevole verso quella povera fanciulla..... sii generoso.

—Non le faccio già del male! rispose egli cinicamente; finora non mi sono che congratulato.....

Il signor Ramati non aveva certo invitato il pianista per lasciarlo ozioso, e ad un punto eccitò nel circolo una specie di sommossa; tutti pregarono Ermanno di suonare, ed egli si arrese, a condizione che madamigella Laura gli voltasse i fogli sul leggio.

Era impossibile rifiutarsi.

Egli si assise al pianoforte, e Laura ritta in piedi alla sua destra sfogliazzava nella musica.—Quale diversità! Una volta allorchè egli disponevasi a suonare, ella si collocava amorosamente a lui dʼaccanto, i loro cuori palpitavano in segreto, e spesso le mani si stringevano furtivamente; ora Laura tremava, Ermanno soffriva, i loro cuori battevano ancora, e più violenti, ma per angoscia.....

Ermanno scielse, non a caso, la Grande Polonnajse di Herz; è una suonata molto lunga, ed in tal modo rimaneva prolungato quella specie di supplizio imposto a Laura.

Lʼartista aveva in quel momento il concorso di molte passioni che lo ajutavano. Lʼebbrezza della strana vendetta che si prendeva, diede unʼagilità convulsiva alle sue dita, e suonò con quella maestria ed inspirazione data a pochi.—Terminata la prima parte ei fece pausa per asciugarsi la fronte, ed alzo gli occhi a Laura come per dirle: Una volta toccava a te!—Laura comprese ed arrossì.