Verso sera di un bel giorno di Maggio, una donna vestita a bruno, col dolore più profondo scritto sul volto, si avviava alla volta del campo santo; assorta nè suoi pensieri, procedeva cogli occhi a terra asciugandosi talvolta una lagrima; giunta al cancello lʼaprì, ed entrò nel recinto.—In fondo, allʼombra di un salice, lʼunico che vi fosse colà, eravi una croce nuova piantata nella terra smossa di recente; appiè di quella croce la donna cadde in ginocchio, e pianse a dirotto.
Da tre giorni Ermanno riposava là sotterra!....
Era unʼincantevole dimora degna al tutto dellʼartista che ebbe al mondo vita affannata e tempestosa; là, sotto le povere zolle quel cuore straziato aveva forse trovata la sua pace.
Ermanno non era più! Il soffio di morte spense la sua debole esistenza. Il cuore più nobile, il dolore più grande, il genio più sublime, si compendiavano in quella povera croce che sovrastava mestamente al tumulo.—Ermanno non era più! La sua vita fu breve come lampo..... Passò e sparve, lasciando dietro di sè una traccia luminosa.—
Egli non era nato a tempo; lʼanima sua precorse lʼepoca a cui era destinata, epperciò la sua fase fu una tortura continua, un martirio straziante. Passò rapidamente la corruttela del mondo non ancora pervenuto aʼ suoi alti destini; ovunque trovò seminata la perfidia, ovunque ebbe a soffrire disinganni.—Oppressa e sfinita quellʼanima nobile, sʼinvolò dalle nostre basse regioni per risalire al suo cielo dʼonde erasi dipartita prematuramente, e nascose il corpo che la vestiva in un cimitero deserto e solitario; lo nascose allo sguardo dei profani, affinchè quel frale che non ebbe pace in vita non venisse insultato in morte!....
Ermanno morì lasciando nel più doloroso isolamento la povera madre sua che tanto lo amava.—Se è vero che le vicende di quaggiù sono governate da Dio, bisogna dire che la sapienza divina e talora inesplicabile!—A noi miseri mortali non e certamente dato di confutare e comprendere le sante leggi della creazione; ma bisogna dirlo, noi sortiamo dalla natura un carattere diametralmente opposto e ribelle alle disposizioni sui destini umani!
Quella povera donna aveva sperato che la sua vecchiaia venisse confortata dallʼamore dellʼunico figlio educato con tanto affetto; aveva sperato che egli le chiuderebbe gli occhi nellʼestremo istante della vita; invece..... cosa straziante! toccava ad essa vecchia e cadente, di compiere sì doloroso ufficio sulla sua creatura.
Quel poco che le rimaneva dʼavvenire doveva attaccarlo alle speranze dʼuna tomba.—Sola, abbandonata con un dolore inestinguibile che solo una madre può comprendere, quella sventurata doveva ancora vivere..... e vivere forse per anni ed anni, fra una moltitudine che le era indifferente.—Vivere della memoria del suo Ermanno estinto!
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