—Sarà nel giardino, osservò Alfredo.

—Dovʼè questo giardino?

—Eccolo qui.

—È un cimitero, non ne vedi la croce.

—Allora sarà un cimitero..... entriamo.

—No, no signor Paolo, sclamò Laura, io non vado volontieri in questi luoghi, mi attristano troppo..... piuttosto ripassiamo alla villa del conte.

—Cʼè un cancello, disse Alfredo, si può vedere senza entrarvi; in così dire si liberò dal braccio delle due donne appressandosi allʼentrata del recinto.—

In quel mentre una donna vestita a bruno, comparve fra le sbarre del cancello, lʼaperse, e senza nemmeno alzare lo sguardo sugli astanti, sʼincamminò via.

Un senso di terrore gelò le fibre dʼognuno; Paolo, Alfredo e Letizia, riconobbero in quellʼinfelice la madre di Ermanno; Laura non la conosceva di persona, ma fu pur colta dalla stessa pietà, ed il di lei cuore provò una stretta dolorosa, perchè su quel volto addolorato, vi trovò una rassomiglianza che le fece tutto palese.—Le gramaglie ondʼera vestita suscitarono un dubbio crudele nellʼanimo di tutti, e Paolo con passo incerto, senza poter profferir parola, mosse incontro a quella donna, e lʼarrestò per il braccio.

Ella si volse, lo guardò in volto, mandò un grido di sorpresa che scoppiò in un singulto, e si nascose il volto fra le mani.