Gli altri si avvicinarono, ma nessuno osò turbare lo sfogo di quel dolore; tutti avevano le lagrime agli occhi.

—Per pietà di voi signora! sclamò finalmente Paolo, diteci, diteci qualche cosa.... che è avvenuto?

—Mio figlio.... il mio Ermanno, non è più!

Queste parole dette con tanto strazio caddero come colpi di pugnale sullʼanima di Laura, che non ebbe più freno al pianto.

—Oh! Paolo, aggiunse la madre fra i singhiozzi, se tu sapessi quanto ha sofferto quel povero angelo!... certamente egli è in cielo, perchè mio Dio, non si può morire così senza premio!.... ora è là, riprese additando il salice, è là che dorme la mia creatura, è là mio buon Paolo il tuo amico.... tuo fratello. Ed io non sono morta di dolore! Il cielo mʼinfligge di vivere in tanta desolazione peggiore di morte.—Sono tre giorni appena che il mio Ermanno è morto; tre giorni che il suo corpo sottile e consumato riposa là, sotto quel salice!....

Nessuno sapeva trovare una parola di conforto.—Letizia e Laura si erano abbracciate piangendo; Paolo ed Alfredo si facevano forza, ma le lagrime scaturivano dai loro occhi.—Era un quadro straziante oltre ogni dire. Già da alcuni istanti, tutti serbavano un assoluto silenzio, nessuno aveva più parole; quando quella povera madre interruppe collʼaccento un poʼ più rassegnato:

—Ho una lettera per te Paolo, ed unʼaltra che non so a chi sia diretta, eccola; e trasse dal seno due lettere una delle quali portava scritto—PER LEI—e più sotto: consegnarla a Paolo.—Le ho trovate nel suo tavolo, fu anzi egli stesso che mi disse di mandartele.... povero figlio mio! Tu farai recapitare quella lettera a chi tocca... non dirmi chi sia colei, non voglio aver alcuno da maledire; non dirmi chi essa sia, non voglio conoscerla.—Nel consegnarle questa sua ultima lettera, le dirai che io le perdono tutto il male che ella fece a quello sventurato..... le dirai che allʼultimo suo sospiro si frammischiò col nome di sua madre quello di unʼaltra donna... certamente il suo.—Le dirai infine che io pregherò Iddio affinchè risparmii a lei lʼespiazione del male, che fece a noi.... non uno deʼ suoi dolori, non una delle mie lacrime le cadano sulla coscienza, giacchè ne avrebbe un eterno rimorso!

Ora vieni Paolo.... vieni a vedere la tomba di mio figlio; a mandargli lʼultimo saluto, tu che lʼamavi tanto!....

Paolo si lasciò condurre macchinalmente, gli altri lo seguirono.

Giunti presso il cancello la madre di Ermanno si fermò ad un tratto.—Ella osservò che dal collo di Laura pendeva una medaglietta sfuggita di sotto al velo della giovine sposa che si era scomposto nellʼabbracciare Letizia.—La povera madre ravvisò quella medaglietta, e la verità le brillò dʼun lampo alla mente; ma fece forza a sè stessa e tacque; però mentre gli altri erano già entrati nel recinto e Laura si preparava a seguirli, ella la prese ruvidamente per il braccio sclamando: