«Ormai, lo ripeto, sono tranquillo; gli sconforti ed i disinganni della vita, le noje ed i disagi della malattia, hanno paralizzata la mia suscettibilità. Ormai ho rinunziato al più ridente sogno che mai mente umana abbia vagheggiato.

—Sai tu qual era questo sogno?.... Ora appena oso confessartelo; ora non temo più di offendere la tua verecondia svelandoti il secreto del mio cuore, perchè la mia morte troncherà qualunque suggestione.

«Fissando lo sguardo nel passato, veggo ancor da lontano quella bella speranza.... essa fugge, fugge nello spazio, e fra poco sparirà aʼ miei sguardi;—Oh! di quanti secreti palpiti non ho io alimentato questo caro sogno! Al di là di tutte le gioie umane, io ne pregustava una sola, grande, immensa;.... quella di divenire un giorno tuo sposo.—Vedi che bella follia! eppure lʼho cullata nel mio cuore per molto tempo questa dolce lusinga, ho vissuto per essa.

«Tuo sposo! Ma havvi parola che riassuma maggiori felicità.... havvi idea più dolce, speranza più bella?—Oh! di quante cure saresti lʼoggetto se tu fossi mia: vorrei circondarti deʼ miei sospiri, avvolgerti nelle mie carezze; vorrei seminare una via di fiori sul tuo cammino, dividere le tue gioie, confortare i tuoi affanni, asciugare le tue lagrime.—Tu saresti felice, perchè io tanto farei, tanto ti amerei che non troveresti una spina sotto aʼ tuoi passi, anche a costo di piantarmele tutte in cuore.

«Vorrei chiudere colle mie dita i tuoi beglʼocchi al riposo, e riaprirli sul mattino coʼ miei baci; vorrei sempre guardarti, bearmi neʼ tuoi sguardi; sempre vivere dellʼamor tuo!.... Ma ciò non può essere, è destino che la vita scorra fra unʼalternarsi di speranze e dʼaffanni.—Noi saremmo troppo felici, sempre felici, e la felicità duratura non è per i mortali; lʼuomo si santifica sulla via del dolore; è quella la sua missione.... la sua scienza.

«Perchè non sei tu nata povera come me? perchè la sorte ti pose a tanta altezza sicchè io non possa mirarti senza arrossirne?.... Tu saresti stata la compagna di mia giovinezza, mia madre, la povera mia madre avrebbe benedetta in te una figlia.—Soli, lontani dal mondo, racchiusi nel nostro nido, avremmo trovata una felicità rara in terra.

«Sarebbe stato allora il mio compito di provvedere alla tua esistenza; avrei lavorato sino allʼincredibile per procurarti tutti i comodi di una vita agiata.—Oh Laura, lʼamore fa dei prodigi, ed io sento che con te sarei diventato grande. Qual dolce sogno, mio Dio! Perchè mai la mente può concepire una felicità che non può realizzarsi?

«Io ti avrei celata allo sguardo di tutti per conservarti mia, tutta mia per sempre.—Con un angelo come te al fianco, avrei sfidate tutte le avversità della sorte;.... ma che dico, poteva mai il soffio della sventura alitare sui nostri cuori uniti? Poteva colpirci affanno tanto grave da farci per unʼistante dimenticare la nostra felicità?

«Laura, tu potrai cercare per tutto il mondo, ma non troverai un paradiso quale io lʼho sognato per te! Nè la turbolenza delle feste, ne il fasto, il lusso ed il sussidio delle ricchezze, potranno mai avvicinare quellʼaureola di tutta gioia che avrebbe coronata la nostra unione.