«Vivere per te, amarti dellʼamore degli angeli; ecco quale sarebbe stata la mia meta! e nelle recondite dolcezze del nostro santuario abbellito dal sorriso ineffabile dʼun amore senza fine, noi avremmo provato che il cuore è il più ricco dei tesori, e che solo per esso si possono dimenticare le angustie dellʼesistenza!....

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«Ecco il secreto che ora oso confidarti perchè sono sullʼorlo della tomba; ecco il sogno che allegrò di qualche dolcezza la mia povera vita.—Dimmi tu Laura se si poteva più oltre spingere lʼillusione; dimmi tu se non sono un povero pazzo!

«Ciò che è strano si è che ti scrivo colla dolce persuasione di avere una risposta: davvero che sarei molto ansioso di sapere quel che penserai dopo la lettura di queste pagine; e sono certo che tu mi perdoneresti di aver sollevato il velo di una speranza che sinora nascosi tanto gelosamente.... Ma io sarò morto allora, e la tua lettera giungerebbe troppo tardi!

«In queste ore supreme, mi attraversano la mente tutti gli episodj della vita; gli anni passati si schierano nella mia memoria... oh la triste corona! Ognuno dʼessi porta lʼimpronta di illusioni svanite, di speranze deluse. I primi appariscono come pallide larve, e già si confondono nelle tenebre dellʼoblio.—Lʼultimo appena si presenta adorno di qualche conforto... Fu una lunga illusione, una lunga speranza, morta essa pure miseramente come tutte le altre!....

«Vivi felice, o Laura; è questo il voto più ardente dellʼanima mia: possa tu ritrovare nella pace domestica, nellʼamore del tuo sposo quelle gioie che io ho cercato invano.—Vivi felice, e questʼaugurio si mescerà allʼultimo mio sospiro.

«Io non vedrò più i tuoi beglʼocchi, non udrò più il suono della tua voce penetrante, non stringerò più la tua bella mano, ma tu ti ricorderai spesso di me, perchè lascio nel tuo cuore un tesoro di memorie.... fra qualche anno, allorchè lʼaffetto di madre vincerà quello di sposa, volgendo il pensiero al povero Ermanno, ti sentirai commossa.... rammentati allora per tua pace che io abbandono la terra perdonandoti.

«Unʼaltra preghiera.—Se mai ti accadesse di recarti in Brescia, vieni Laura, vieni fra questi colli a visitare la mia ultima dimora.... vieni a deporre un fiore sulla croce che segnerà il mio nome.—

«Ah! pur troppo non sarà incolta quella tomba! È riserbato alla mia povera madre lo straziante compito di vegliare al tumulo... mia madre, che mentre ti scrivo mi guarda cogli occhi lagrimosi. Essa mi legge sul volto lʼamara sentenza del mio destino; mi vede lentamente morire, senza che le sue lacrime, le sue preghiere ritardino dʼun istante il colpo fatale che la spingerà al sepolcro.

«Povera madre! Tanti anni di cure consumati a crescere un figlio che presto spirerà fra le sue braccia, lasciandola col triste retaggio di un dolore senza fine.—Io lʼabbandono sola per tutto il resto di sua vita nella più straziante desolazione.... Ove volgerà i suoi passi per cercarmi questa misera creatura, allorchè sarò morto?.... Chi asciugherà le sue lagrime; chi le chiuderà gli occhi allʼeterno riposo!