—Fortuna per lui che non avrà bisogno di te per avere delle innamorate.
—Tʼinganni, tʼinganni dʼassai; in fatto dʼamore il mio amico è del tutto profano.
—Odia forse le donne?
—Tuttʼaltro, nella carriera che percorre, si trova di sovente a contatto colle signore, ma nessuna che io sappia gli inspirò qualche cosa più di un poʼ di cortesia.—È troppo concentrato nellʼarte sua della quale egli se nʼè formata una amante; non vive che per la musica.
—Ma, ribatteva Laura, non mi sembra vero che un giovinotto, unʼartista non celi in seno qualche fiammetta....
—Eppure credimi la è proprio così; diamine io che gli sono sempre ai fianchi, dovrei saperlo. Di giorno non esce che per le sue lezioni, del resto se ne sta sempre al pianoforte. Se talvolta a forza di preghiere si lascia trascinare in qualche concerto o serata musicale, fa propriamente un sacrifizio. Egli non ama la società; è nemico dei clamori; per chi non lo conosce sembra un selvaggio, ma chi lo frequenta riconosce in lui un giovane pieno di talento e di modestia.
—Lo credo perchè me lo dici, sclamò Laura, ma pare davvero impossibile che un giovane così amabile e distinto non cerchi qualche conforto in unʼaffetto—Si è tanto felici quando si ama.
—Ma mia cara, per uno della tempra di Ermanno lʼamore si trova ma non si cerca.
—Chissà che un giorno....