—Ebbene è ella stanca della passeggiata?
—Tuttʼaltro, non mi sono neanche accorta dʼaver fatto tanta strada, mi trovo in sì buona compagnia!...
Il complimento era diretto ad Ermanno, che glie lo restituì nel modo il più lusinghiero.
—Nipote, disse madama Ramati ad Alfredo, quando ti verrà occasione di recarti a Milano, tʼimpegno a condur teco il signor Ermanno; ha promesso di venire.
Ermanno sorrideva con aria di rifiutarsi, e madama soggiunse:
—Sicuramente, badi che io conto con scrupolo sulle promesse, o che verrà colle buone, o le faremo venire per forza.
—Si accerti, o signora, rispose Ermanno, non vi sarà questa necessità.—Mi procurerò un giorno questo piacere.
Le due giovinette intanto si erano di molto allontanate; pareva che parlassero di qualche cosa ben importante, perchè si portarono alla distanza da non essere udite.—Laura volgevasi spesse volte indietro; indi si rimetteva a parlare gesticolando in modo che tradiva la sua contentezza. Che mai diceva essa alla cugina per discorrere con tanta enfasi? e perchè Letizia ascoltava col labbro atteggiato ad un sorriso malizioso?—Le donne, e le ragazze specialmente, abusano spesso di confidenza verso le loro amiche; un primo amore, il primo palpito del cuore, è un peso troppo grave per una fanciulla, perchè possa celarne il segreto. È vano pretendere che ella debba tenersi per sè le impressioni che la agitano, e nel seno di unʼamica versa tutto il suo mistero.
Le confidenze divengono una necessità nella donna che ama per la prima volta. Lʼuomo è egoista della sua felicità, la donna ne è ambiziosa; lʼuomo la nasconde con tutta cura, la cela agli sguardi di tutti; la donna invece prova una grande compiacenza nel rivelarla, e tradisce il secreto in tutti i suoi atti.
Laura col solo suo modo di camminare, appoggiata, anzi abbracciata a Letizia, palesava il suo amore.—Le due ragazze dopo di aver passeggiato sole per qualche tempo, si rivolsero agli altri, e Letizia chiamò: