—Dunque è proprio deciso?

—Oh! non me lo dica più, sclamò Laura, mi viene da piangere al solo pensarci. Anzi ho già pianto stamane, e per tutta la notte non potei chiudere occhio. Io prevedo che in quella brutta Milano morrò di malinconia; si sta tanto bene qui in Brescia!... e dopo tutto per darmi lʼestremo colpo, ella ha tanto cuore di dirmi che forse stassera non potrà neanche venire a salutarmi!—Non potè proseguire, le lagrime le bagnavano gli occhi, e si portò singhiozzando il fazzoletto sul viso.

—Mi perdoni, madamigella, rispose Ermanno tutto commosso a quelle lagrime; mi perdoni. Io stesso non so più quel che mi dica, nè quel che mi faccia; da due giorni ho una spina in cuore che mi fa molto male; io non so ciò che succedette in me, ma è un fatto che oggi sento di soffrire!—Ella partirà dunque, ed io me ne resto qui solo!... Oh Laura, è inutile che io più oltre combatta per serbare il silenzio, non posso più tacere—Mi perdoni se le dico che colla sua partenza ella mi rapisce la pace, ma il mio dolore per il suo abbandono è troppo grande e non saprei celarlo—che più? non seppi reggere allʼincertezza, e venni qui a questʼora per sentirmi dire che ella serberà qualche memoria di questi giorni, e penserà talvolta a questo infelice che sente di perdere ogni bene in lei?

—Oh! sempre, sclamò Laura stringendogli la mano.

—Mi dica, proseguì egli, mi dica che nel suo cuore ella sente qualche cosa per me, che nel lasciarmi prova alcun dolore. Ciò mi sarebbe di gran conforto.

—Ermanno, signor Ermanno! E non sono per sè sole eloquenti queste lagrime?—Oh! io sono ben infelice; se la certezza del mio dolore le può arrecare qualche bene, lo sappia: Sì io soffro nellʼabbandonare questa città, e tutto ciò perchè mi separo da lei che in sì poco tempo ho imparato a conoscere; ma ora non voglio più piangere, ora sono felice perchè ella pure si addolora per la mia partenza—Egli è ben doloroso questo destino che ci condanna a vivere separati; perchè non si può essere sempre là dove il cuore inclina? Perchè non si può sempre stare con chi.... si ama!

—Grazie Laura, sclamò Ermanno stringendole ambe le mani, grazie per queste parole che mi ridonano la vita—Mi prometta che ella penserà qualche volta a me, ed io le giuro che non avrò memoria se non per lei, che non avrò un palpito che non sia suo.

—Come potrei dimenticarlo! mormorò Laura.

Ermanno si strappò una medaglietta che teneva al collo, e presentandola a Laura le disse: