—Ma sì, mio Dio, non sono uno smemorato!

—Quanto meno, non dai saggio di buona memoria, rispose Alfredo.—Esci?

—Sì, disse Ermanno; ho due lezioni da dare.—Egli ne aveva abbastanza di essere sulle spine; fermandosi più oltre lʼamico poteva venir fuori con qualche altra storia, ed in faccia a sua madre ciò gli sarebbe dispiaciuto assai.

Uscì con Alfredo che lo accompagnò per poco, e quando Ermanno fu solo sì abbandonò alle riflessioni.—Laura si ricordava di lui, lo aveva nominato, e con prudenza; chissà quale impressione aveva fatta in lei la sua lettera! forse la poverina ne aveva pianto.

Ma fra tutto eravi una cosa che non permettevagli di gioire della buona memoria che ella serbava di lui. Egli sperava che Laura dopo quella lettera gli avrebbe scritto una parola almeno; ella conosceva il suo indirizzo, nè ignorava certo che una sua lettera gli avrebbe fatto un gran bene. E perchè dunque non scriveva?

Per una damigella, se riesce difficile il ricever lettere, non lo è tanto lo scriverne; un pretesto qualunque basta per mandare alla posta un bigliettino. Tuttavolta per iscusarla, tentava di persuadersi non essere conveniente che una ragazza scrivesse ad un giovinotto, ma tale riflessione valeva assai poco—Quando si ama davvero si pensa forse alle convenienze? Ecco la sua logica.

—Quale reticenza può mai assalire una giovinetta, nello scrivere una lettera che può formare la felicità di un uomo?... Perchè quel silenzio, ella lo amava dunque sì poco da non poter superare dʼun grado le convenienze sociali?

A tali pensieri Ermanno si sentiva oppresso e passeggiava agitato e convulso; sensibilmente lʼidea predominante divenne quella che lʼaffetto di Laura fosse passeggiero, e fu preso da tale sconforto che ricadde tosto nella sua tristezza.

Lo sfogo nel cuore di un amico è gran sollievo, ma Ermanno ne aveva un solo in Brescia, ed appunto con quello non poteva confidarsi—Paolo era a Milano.... Ricordando Paolo, si sovvenne pure della lettera che aveva promesso di scrivere per invitarlo a passare in casa Ramati.—Ritornò a casa, ed ecco la lettera diretta allʼamico.

Caro Paolo,