«Ti scrivo sotto una triste impressione.—Da alcuni giorni mi pesa al cuore una rilassatezza sconfortante; da alcuni giorni sono assalito da tutte lo noie, oppresso dai più crudeli pensieri.—Chi mai lo avrebbe detto? Poco tempo fa io ti scrissi lʼultima mia lettera collʼanimo pieno di felicità e di speranza, in allora non aveva unʼidea che non fosse un sorriso: lʼarte e mia madre erano il mio mondo, viveva di esse e per esse; ed ora mio buon amico, tutto è cambiato!
«Titubai qualche giorno a darti sì triste novella, ma infine non so più reggere al peso di tanti dubbi, ed ho bisogno di sfogare la piena dellʼamarezza che mi tormenta.—Permettimi dunque, mio caro Paolo, che nel tuo seno io volga un riflesso deʼ miei dolori.
«Lʼamore; quellʼeterno sentimento che da tutti i secoli agita i poveri mortali, quel misterioso senso a cui nulla resiste, incatenò me pure ad una vana illusione.—Mi sono opposto con tutte le forze, mi armai di tutta la mia abnegazione per combatterlo, ma indarno; io caddi e passai anima e corpo sotto lʼimpero del vincitore.—Ecco come.
«Ti ricordi di Alfredo Ramati nostro amico fin dallʼinfanzia? Fu egli involontaria cagione di tutto. Alcuni giorni fa, venne qui in Brescia una sua cugina che abita in Milano; e per farle cosa grata, Alfredo mʼinvitò a casa sua per fare un poʼ di musica.—
«Puoi figurartelo, vi andai; non so negar nulla a quel caro Alfredo che mi ama sinceramente.—Vi andai, ma io non avrei mai creduto di lasciare la mia pace in quella casa; non so dirti come, ma il fatto è che nella stessa prima sera, mi sentii stranamente commosso. Ritornai allʼindomani, e.... cosa vuoi che ti dica amico mio: Laura è una creatura celeste, e sono certo che appena la vedrai, ti piglierà desiderio di disegnare quella figurina sì delicata e gentile.—
«Per abbreviare; in capo a tre o quattro giorni mi accorsi di esser perdutamente innamorato di quella fanciulla; la fatalità volle che essa pure divida i miei sentimenti; è tanto ingenua che mal seppe celarmi il suo segreto.—Oh! non lʼavessi mai scoperto! Lʼuomo è decisamente troppo ardito nelle sue aspirazioni, e non so come mai ho potuto concepire una sì strana follia; come mai unʼamore così insensato venne ad impossessarsi di me!
«Io aveva in mio soccorso la più salda ragione, ma ciò valse a nulla.—Ora essa è partita da sette giorni trovasi in Milano, da sette giorni, capisci la noia e lo sconforto mi tormentano, e questo povero mio cuore non ha più pace.—Lʼimmagine di quella giovinetta, le sue carezze, i suoi sorrisi mi rimasero impressi in quello slancio della fantasia che si chiama lʼanima.
«Dopo tutto; non è egli un sogno, un sogno molto, ma molto lontano da ogni ombra di realtà! Eppure io lo vagheggio questo sogno come una cara speranza.—Mio buon amico, tu più che nol sii ti ostini a parer scettico; ebbene sacrifica per poco il tuo sistematico dubbio e credi, credi che soffro, credi che amo. Che lʼidea del mio dolore tenga lontano dal tuo labbro il sorriso dellʼironia; non tutti sono forti, ed io ne dò chiara prova, io che mi sono smarrito nello sguardo di una fanciulla che ora per frutto dʼinesperienza crede dʼamarmi, e domani forse mi dimenticherà.
«Già prevedo il triste fine di questo episodio di amore; lo prevedeva prima ancora che il mio cuore ne subisse lʼinfluenza, e nonpertanto non seppi ritrarre il piede, ed eccomi vittima di una follia che io stesso deploro senza cercarvi rimedio.
«Si può forse amare unʼessere lontano? Dal canto mio sì, perchè nella continua lotta dellʼesistenza vidi cadere mille speranze deluse, perchè io posso isolarmi moralmente dalla società per dedicarmi in secreto al culto di una memoria; perchè io non temo più il fascino lusinghiero del mondo.—Ma per lei la cosa corre ben diversa; giovane, nuova alle emozioni della vita, ne vagheggia le dolcezze; bella e ricca si accuserà un giorno di essere stata ben sciocca a cercare la luce nelle tenebre. Al primo sorriso di qualche elegante della capitale si scorderà dellʼoscuro artista che vive nel fondo di una provincia. Nellʼappariscenza dei saloni brillanti a cui le danno largo accesso i suoi pregi, e la sua dote, le svaniranno dalla memoria, financo le mie sembianze, ed un giorno forse incontrandomi cercherà nelle sue reminiscenze per rammentarsi dove e quando mi abbia veduto.