«Non tʼincarico deʼ miei saluti per la cugina Letizia, perchè non si deve sapere che io ti abbia scritto; neanche mamma lo sa, e davvero ne ho qualche rimorso. Ma se si tratta di far del bene a te, ho la forza di superare ogni scrupolo, purchè io riesca a persuaderti che il mio cuore è tuo, che la memoria di te non si cancellerà mai da questʼanima.—Addio mio Ermanno! Io prego ardentemente il cielo affinchè vengano dispersi i dubbi crudeli del tuo cuore, e spero che ti verrà finalmente concessa quella fede che forma lʼunica gioia della tua.
Laura»
XI
Non si poteva dire di più, la lettera di Laura era inspirata dalla fede più profonda, dal più fervido amore. La confusione che regnava in quelle idee palesava chiaramente lo stato di unʼanima che aprivasi con tutta tenerezza agli slanci ineffabili di un primo affetto.
Non sarà necessario il dire che la lettera di Laura fece dimenticare affatto quella di Paolo, ed il giovane pittore non fu mai tanto felice nelle sue previsioni come quando scrisse: So altresì che io predico al vento e che le mie parole saranno sciupate.—Ma chi mai potrebbe far colpa di una tale dimenticanza al povero Ermanno dopo di quanto gli scrisse Laura? Lʼamico poteva aver tutte le incertezze su quellʼamore, ma la rivelazione della giovinetta era troppo eloquente e spontanea, perchè finalmente Ermanno non si abbandonasse alla fede.
Unʼincredulità più a lungo portata non si addice ad un cuore sensibile ed entusiasta.—Lʼultimo lembo di barricata dietro cui Ermanno erasi trincerato venne distrutto; in tal caso trovandosi esposto e scoperto al fuoco nemico, era miglior consiglio ceder le armi e capitolare.
Così fece egli, si arrese rassegnato allʼinfluenza troppo grande che esercitava su di lui la memoria di Laura; e recandosi a casa, piena la testa di mille idee, pensava seco stesso quando potrebbe fare una gita a Milano.
Decisamente egli aveva una faccia molto più allegra, giacchè sua madre nel vederlo entrare, mandò unʼesclamazione di gioia, e gli corse incontro chiedendogli se si sentisse meglio.—Ermanno difatti era di molto sollevato, il ritardo di Laura nel rispondere gli aveva destato nellʼanimo crudeli sospetti che tosto si dileguarono alla lettura di quei cari accenti.