La notte tra il venerdì ed il sabato gli parve eterna, ed è proprio vero che il desiderio è sempre osteggiato dal tempo.—Sarebbe assai arduo il descrivere lo stato dʼanimo di Ermanno in quella notte così lunga passata quasi intieramente in una veglia agitata. Egli stesso era incapace di farsi un pensiero ordinato e chiaro nella mente; tutto gli appariva confuso e parevagli perfino che la memoria di Laura fosse estranea a quella confusione.
Finalmente apparve lʼalba sospirata, e siccome il convoglio per Milano partiva di buon ora, Ermanno si alzò tosto. La madre gli aveva fin dalla sera precedente preparata la malla, per cui allo spuntar del sole il nostro giovinotto era pronto per la partenza.—Salutò la madre colla gioia nellʼanimo dicendole:
—Addio mamma..... a rivederci presto.
—Non prenderti troppa premura, rispose ella, divertiti fin che puoi. Nella giornata passerò ad avvisare i tuoi allievi della tua partenza.—Scrivimi una parola se ti fermerai più dʼuna settimana..... Abbi riguardo alla tua salute.....
—Non dubitare; addio.....
E baciandola in fronte Ermanno se ne andò alquanto commosso. Per via era agitato da molti pensieri, e camminava senza quasi avvedersene; parevagli di essere in mezzo ad un sogno, ma frattanto era giunto alla stazione, e la chiamata della campanella lo persuase della realtà.—
Non staremo certo a narrare lʼemozione del viaggio.—Ognuno può facilmente immaginarsi, che per quanto veloce procedesse il convoglio non si appagavano punto le esigenze di Ermanno che era in preda allʼimpazienza. Affacciato alla finestra, respirava lʼaria fresca del mattino e dappoichè le mura di Brescia erano scomparse, egli rivolse lo sguardo sulla direzione di Milano anelando di giungervi presto.
Giammai in vita sua egli fu tanto contento. Il cielo gli pareva più bello, lʼaria più pura, la terra più ridente; il panorama dei bei paesaggi che sfilavano innanzi agli occhi suoi, aveva unʼespressione giubilante, e sembravagli che tutta la natura sorridesse salutandolo con felici augurii.—Dopo un viaggio di qualche ora, apparve finalmente sul lontano orizzonte la guglia maggiore del Duomo dipinta colle più leggiadre sfumature.
A quella vista il cuore di Ermanno palpitò di gioja indicibile; man mano che si avanzava il panorama di Milano spiegavasi al di lui sguardo, ed infine un lungo fischio avvertì che la desiderata meta era toccata.
Da due anni egli non era più stato a Milano; il movimento sempre crescente di questa grandiosa città lo rese alquanto confuso, tra la gioja e la premura nel discendere, mal sapea quel che si facesse.—Certamente chi è abituato alla tranquillità della provincia, rimane non poco stordito davanti al fracasso e la confusione predominante in una stazione come quella di Milano allʼarrivo di ogni convoglio.