—A proposito, mio cognato, sta bene? chiese ella volgendosi ad Ermanno.
—Credo di sì, dico credo, perchè da varii giorni non vidi più nessuno deʼ suoi parenti.
—Ma questa Laurina, che fa? domandò Paolo.
—Non tarderà molto, rispose madama Ramati guardando verso la porta.... Eccola!
Difatti Laura apparve sulla soglia raggiante di gioja; appena sʼincontrò in Ermanno, arrossì fin nel bianco degli occhi, e con uno slancio alquanto imprudente corse a stringere quella mano che egli le aveva stesa.—Tutto ciò senza pronunziar parola, e dʼaltronde noi non sapremmo trovare espressione più eloquente di quella stretta di mano fra due esseri divisi per tanto tempo che nella gioja dellʼincontro non trovano miglior accento di un rapido sguardo in cui si compendiano tutti gli affanni del passato.
Paolo frattanto aveva destramente attirata a sè lʼattenzione di madama, epperciò quel silenzio traditore di Ermanno e Laura passò inosservato.
Era degna di rimarco la metamorfosi operatasi in Laura. Pochi giorni erano scorsi appena dacchè ella aveva abbandonato Brescia, eppure in sì breve tempo la giovinetta aveva subita una trasformazione ben strana.—Quel senso delicato, fino e soave che si chiama amore, aveva impresse delle traccie visibili in tutta la di lei persona: non era più la ragazza ingenua di pochi giorni prima che Ermanno si vedeva innanzi, ma la donna nel suo più voluttuoso concetto, nel suo pieno sviluppo.
Quellʼeterno sorriso di soddisfazione che le brillava nello sguardo, aveva lasciato il passo ad una espressione di languore vago ed indefinibile, che rivelava la lotta di una novità dʼidee.—La fronte disegnavasi con unʼaltro contorno, lʼatteggiamento del labbro esprimeva tuttʼaltro che lʼallegrezza; il volto insomma e tutta la persona di Laura avevano subita tal modificazione che accennava ad un repentino cambiamento di carattere.
Ne ciò è certo una novità, questo fatto si ripete tutti i giorni, e sembra quasi che lʼamore sia necessario più di ogni altra cosa allo sviluppo della donna.—Le ragazze dovrebbero serbare eterna gratitudine a colui che fu lʼoggetto delle loro prime cure affettuose, giacchè ad esso sono dovute quelle correzioni radicali del loro carattere; ed è solo per esse che il cuore incomincia quel dolce lavorio che tanto raffina e nobilita le secrete tendenze dellʼanima.—Il primo amore è il punto fondamentale dellʼeducazione della donna; tanto più puro e casto sarà lʼaffetto, altrettanto nobili e delicati saranno i primi germi del sentire che si manifestano a quellʼimpulso.
Il primo amore è per la donna una scuola di perfezionamento fisico e morale, la base della sua educazione, il punto che le traccia la via dellʼavvenire.