Ad Ermanno non sfuggirono tutte queste osservazioni, e rimase dolcemente sorpreso di quel mutamento improvviso sulle cui cause egli lusingavasi di non essere affatto estraneo.—Con vera gioia ei trovò nel di lei sguardo lʼespressione di una soave malinconia che rivelava lʼinfluenza di seri pensieri.
Quella trasformazione quasi miracolosa, mitigò alquanto le incertezze del povero Ermanno, che si era più volte accusato segretamente di aver consacrato il suo affetto ad una giovinetta che difficilmente poteva comprenderlo; ma ora non era più così; il mesto pallore di quel volto, la modestia di quello sguardo, le graziose movenze di quella figura, davano la più ampia testimonianza della vittoria riportata dallʼamore sulle puerilità della giovinezza.—Laura non era più la fanciulla amata, ma la donna che amava.
Le prime parole tradivano la confusione delle loro anime, e scorgevasi palesemente che la piena della gioia non aveva trovato uno sfogo sufficiente in quella semplice stretta di mano.—A poco a poco però Laura prendendo lena e coraggio divenne più loquace ed espansiva; fece mille e mille pressanti domande ad Ermanno su tutto quanto egli aveva fatto durante la loro separazione, e parlando calorosamente non si accorgeva di stringergli spesso le mani, e di dimostrare forse troppo la sua allegrezza.
Madama Ramati non si sorprese punto della eccessiva espansività di Laura; anzi ne era molto contenta in cuor suo, pensando essere quella la prima volta dopo tanti giorni che sua figlia dimostrasse di essere lieta.
—Bisogna dirlo, sclamò essa volgendosi a Paolo, questo simpatico Ermanno, si fa da tutti amare, e la mia Laura è tutta gioia quando può vederlo.—
In quelle parole si racchiudeva unʼingenuità veramente materna, giacchè chiunque altro si sarebbe dʼun tratto avveduto che lʼintimità di Laura ed Ermanno era tuttʼaltro che il frutto di una semplice amicizia.—A giustificazione però della madre, si può addurre lʼaver ella sempre considerata la figlia come una ragazza lontanissima ancora dal prendere sul serio una relazione qualunque ella fosse. Il rapido cambiamento di Laura non sfuggì certo alla sua penetrazione, ma ne attribuì una causa più fisica che morale.
Tutto ciò è necessario dichiarare affinchè niuno possa supporre che la madre a quellʼepoca avesse qualche sospetto del vero; dʼaltra parte madama Ramati poteva esser ancora una bella donna, per cui ci sarà permesso dire che una madre in tal condizione non pecca certo per eccesso di prudenza, ne può adontarsi per certe preoccupazioni innocenti che potrebbero ancora esercitare su lei qualche debole riflesso.
Madama Ramati si compiaceva dunque colla massima confidenza delle ingenue manifestazioni di Laura, e la lasciò liberamente favellare con Ermanno, certa che ciò le faceva gran piacere.
I nostri giovani innamorati dopo brevi minuti erano padroni del campo, nè si curavano di coloro che stavano presenti, e parlando di cose da nulla trovavano modo di inebbriarsi a vicenda dimenticando di essere alla presenza di altre persone.
Oh quanti sguardi, quanti sorrisi, quante promesse dʼamore vennero scambiati fra di loro!