—Cara fanciulla!
—Dimmi dunque, hai ricevuta la mia lettera?
—Sì, e con che piacere; ma perchè tardar tanto a rispondere?
—Oh! dissʼella sorridendo, se tu sapessi quanta carta ho sciupata per quella lettera! Ne incominciai più di venti, e nessuna mi piaceva; non ero padrona delle mie idee... aveva tante cose a dirti, ed infine ho scarabocchiate varie pagine senza dir nulla—La tua lettera poi la so quasi tutta a memoria... Oh! Ermanno come scrivi bene, come la parola esprime giustamente tutti i tuoi pensieri—Io leggo e rileggo spesse volte quelle frasi scorrevoli, e parmi sempre di scoprirvi qualche nuovo concetto... leggendo le tue parole mi sembra di sentirti a suonare...
...Non saprei dirti quanto ansiosamente io attendessi dʼarrivare a casa in quella sera della mia partenza da Brescia; e tutto per aprire quella lettera che mi faceva morire dalla curiosità—Non dimenticherò mai più lʼemozione che mi cagionarono quelle pagine; piansi amaramente, e se tu fossi stato al mio fianco, avresti potuto convincerti di esser ingiusto... Ma ora perchè mai ritorno a quel tempo? ora che sei qui vicino a me, ora che ti stringo la mano... che sono tanto felice!...
Ermanno stava contemplandola religiosamente; non parlava, non rispondeva; ma collo sguardo pieno di dolcezza e compiacenza seguiva tutti i moti della giovinetta—Ogni parola di quel bel labbro gli sollevava un peso dallʼanima, ogni accento lo scuoteva in tutte le fibre—Lʼattenzione di Ermanno era come quella di una madre che ascolta sorridendo tutto ciò che le dice la sua creatura; e che dopo terminato quel puerile chiaccherio, non trova miglior risposta di un sorriso e di un bacio.
La voce soave di Laura, le sue ingenue espressioni dʼaffetto, sgorgavano spontanee dal cuore, ed egli lʼascoltava rapito come si ascolta una musica divina che empie lʼanimo di misteriose dolcezze.
—Laura! se tu sapessi quanto bene mi fanno le tue parole, ne diverresti orgogliosa!—Grazie a te fanciulla, angelo mio che rialzi il mio spirito e lo sollevi alla pura atmosfera dellʼamor tuo. Accetto giubilando questo slancio dellʼanima tua, non come una promessa, ma come il sorriso di una dolce speranza!—
—Debbo dirti poi, aggiunse Laura, che mia madre è divenuta entusiasta di te; forse istintivamente ella riconosce lʼinfluenza che tu eserciti sopra di me. Quando il signor Paolo le recò la nuova del tuo arrivo venne subito a riferirmela... ma io già lo sapeva perchè Paolo mi mostrò la tua lettera—È molto amabile quel giovinotto, e varie volte fui tentata di svelargli il nostro secreto...