—Indirizza pure la lettera a me, che mi verrà consegnata intatta; nessuno legge la mia corrispondenza, ho tante amiche che mi scrivono!
—Posso dunque?
—Ma certo.... scrivi.... scrivi più presto che puoi.
—Ora addio, sclamò Ermanno prendendole le mani, addio o giovinetta, e pensa che io vivrò della tua memoria!
—Non ci vedremo più?
—No, parto domani alle cinque.
—Alle cinque? sclamò Laura, potremo ancora salutarci prima della tua partenza.... ma da lontano; io sarò sul balcone di questa sala; passando nella via, tu potrai vedermi e salutarmi collo sguardo.
—Alle cinque! ciò ti costerà sacrifizio.
—Ma che? sono capace di non dormire per aspettarti.—Ora viene la mamma.... Addio Ermanno, e che il mio saluto ti accompagni durante il viaggio. Pensa a me che non ti dimenticherò mai; ricordati che ti aspetto in campagna.—Non potè proseguire, perchè già sentivasi la voce di madama Ramati che veniva a quella volta con Paolo.