[(434)] est ele entre les angles sans fin C. F. R. — tra gli angioli che mai non ànno fine C. R. 2.
[(435)] a deservi C. F. R. — Desservir nell'ant. fr. ha il senso di meritare, come in alcuni es. di ant. scritt. ital. ha servire.
[(436)] verrà C. L. — Abb. pref. la lez. del C. R. 2. — Nel C. F. R.: apres la venue dou fis de Deu en terre.
[Cap. XXVI.]
Lo re domanda: qual'è più sicura tra l'anima e 'l corpo? Sidrac risponde:
Lo corpo è più sicuro; ma, se dannaggio loro aviene, l'anima avrà più pericolo che lo corpo. Altressì come due uomini che vanno per uno cammino pericoloso, e l'uno è ardito e l'altro è codardo; lo codardo pensa in sè medesimo: io sono in compagnia d'uno valente uomo, e se alcuno ci asaliscie, egli difenderà sè e me; e questa ragione fa lo codardo sicuramente. E lo valente pensa in sè medesimo: io sono in conpagnia d'uno codardo uomo, e se alcuno ci asaliscie, egli fuggirà, e io rimarrò solo al fatto, o serò preso o serò morto; e a questa cagione non va bene sicuro. Tutto altressì aviene del corpo e dell'anima: lo corpo dice: io farò i miei diletti e le mie volontadi, e quando morrò, io diventerò terra, e non mi cale che avegnia di me. L'anima dice: lo corpo mi tiene ria compagnia, e menami in malo luogo e in malvagio camino e pericoloso, e al dirieto io arò pericolo e pena [(437)]; con tutto ciò egli de' essere meco participale di tutte le mie pene; cioè ad intendere che lo corpo è lo codardo e l'anima è lo valente. E spesse volte viene magiore male del codardo che del valente, per molte cose.
[(437)] Nel C. L.: e pene nella fine. — Abbiamo corr. col C. R. 2. — Al dirieto è trad. del franc. au derain.